17 e 18 marzo, sciopero dei medici contro i tagli alla Sanità

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I camici bianchi sciopereranno per 48 ore, vale a dire il 17 e 18 marzo: una decisione presa dai sindacati praticamente all’unanimità. Uno sciopero che ha molte motivazioni, e che prima di tutto vuole porre in evidenza quella situazione di malessere e di precarietà nella quale il settore dei medici, oggi, dichiara di navigare quotidianamente.

I motivi? Innanzitutto i continui tagli del governo sulle prestazioni sanitarie, ai quali i camici bianchi decidono di dire “basta all’indifferenza del governo ai problemi della Sanità”.

Uno sciopero che quindi mira a voler tutelare il servizio sanitario nazionale, e che prende atto del fatto che dopo lo sciopero del dicembre 2015 nulla sarebbe di fatto cambiato, come sostiene Troise, segretario dell’Anaao-Assomed.

Nessuna interazione, nessun dialogo con il governo, nessuna attenzione ai problemi della sanità e quindi dei cittadini: e quindi sciopero sia. Allo sciopero potrebbero accompagnarsi manifestazioni che dovrebbero coinvolgere tutta l’Italia.
Dal canto suo, il Governo si dice pronto a fare di tutto per intensificare il dialogo con la categoria dei medici, come sostenuto dal sottosegretario alla salute De Filippo. Nel frattempo però, fra tagli alle prestazioni ed una sanità che dalle prime del mondo scende sempre più di livello, l’unica soluzione sembra essere lo sciopero.