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Mercato di ransomware: vendite online e ricavi sulla percentuale

L’Italia risulta essere uno dei Paesi al mondo più colpiti dai ransomware, quinta in classifica, subito dopo gli Stati Uniti, il Giappone, la Gran Bretagna e la Germania. Una notizia shock per tutti i cittadini, per i quali aumenta notevolmente la preoccupazione di essere colpiti da queste minacce, soprattutto a seguito di una nuova e inquietante scoperta. Sembrerebbe esistere un vero e proprio mercato di ransomware, secondo cui questi specifici malware vengono distribuiti su internet a titolo gratuito, con una semplice percentuale trattenuta. Insomma, si rivelano essere a disposizione di tutti e, soprattutto chi non ha un lavoro, potrebbe vedere in tutto ciò un facile guadagno, senza pensare alle conseguenze che questo comporterebbe.

Esiste un vero e proprio mercato di ransomware online, per quanto possa essere difficile da credere, ed è alla portata di chiunque. Gli ultimi malware con riscatto a cui abbiamo dovuto far fronte, e che continuano a essere presenti tuttora, sono, tra i più noti, Cryptolocker, a seguito di Cryptowall – diffuso nel 2015 –, TestaCrypt e Locky. Questi sono, purtroppo, dotati sempre maggiormente di algoritmi con difficili cifrature e questo è il motivo del loro successo. Inoltre, è stato registrato da alcuni ricercatori che quasi la metà della popolazione è disposta a pagare le cifre richieste, che, di solito, si aggirano intorno ai 300-400 euro, per ottenere i loro dati indietro.

Ransomware alla portata di tutti: nasce un nuovo (e pericoloso) metodo di guadagno online

Il problema è che, ora, si sta diffondendo un reale mercato di ransomware, secondo cui basta collegarsi a internet per ottenere il proprio malware da distribuire per e-mail. Il meccanismo è molto semplice, dal momento che esistono dei siti appositi, nei quali scaricare il virus, configurando anche la cifra da richiedere – che verrà, successivamente, caricata sul proprio conto bitcoin, inserendo i dati sul sito – e quanto tempo consentire alle vittime per pagare il riscatto. Il tutto totalmente gratis, fornendo solo una percentuale sui guadagni. Si tratta di un nuovo meccanismo che mette, certamente, in pericolo i nostri dispositivi, in cui veramente chiunque è in grado di penetrare.

Filippo iulianihttp://www.droppergen.net
Appassionati di tecnologia e di tutto ciò che ruota intorno al web 2.0. Web writer esperto ed Editore e di Droppergen.net e cacciatore delle ultime news dal mondo della tecnologia.

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