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Apple iPad Pro 9.7? Troppo difficile da riparare

Arrivano i primi feedback negativi per il nuovo modelli di iPad della Apple, il Pro 9.7. Ci sarebbero dei seri problemi di riparazione e di sostituzione dei componenti per il nuovo nato di Cupertino. Infatti, come emerge dalle ultime segnalazioni, l’iPad Pro 9.7 è troppo difficile da aprire, ma soprattutto per ripararlo ci vorrebbe molto tempo ed un’adeguata preparazione tecnica che non tutti hanno.

Uno dei punti di svantaggio del prodotto consiste nel fatto che, all’interno, tutti i componenti sono assemblati troppo vicini, con l’ovvia intenzione di risparmiare lo spazio. La difficoltà di riparazione è così accentuata che IFizit ha dato al tablet Apple un punteggio di riparabilità di soli due punti su dieci. Insomma, i proprietari di iPad Pro 9.7 sono avvertiti: riparare i loro beniamini tecnologici non sarà certo un’impresa semplice, in caso di guasti. La batteria è il prodotto più grande all’interno del tablet. Il display ed il pannello sono fusi insieme, ma si corre seriamente il rischio di fare danni sull’LCD quando si tenta di aprire il tablet.

Riparare questo tipo di iPad senza fare danni, o senza rovinare la superficie dello schermo, potrebbe essere veramente una questione problematica, data la complessità del prodotto e la vicinanza di tutte le componenti interne.

Intervento chirurgico in realtà virtuale, novità assoluta in medicina

Gli aspiranti medici chirurgi non possono che gioire di questa grande novità: arriva il primo intervento chirurgico in realtà virtuale, che permetterà agli studenti e praticanti di porsi nello stesso posto del chirurgo, e di potersi comportare esattamente come se fossero anch’essi in sala operatoria assieme al paziente.

Gli studenti di medicina lo sanno bene: la pratica è uno dei momenti più importanti, indispensabile e difficile della loro formazione come chirurgi. Certo, fra il vedere un video e praticare c’è una bella differenza, e anche fra trovarsi in una sala operatoria e fra lo studiare sui libri di scuola. Ma adesso tutto potrebbe cambiare, una vera e propria rivoluzione per la medicina e per il modo di impararla.

L’intervento del Dr. Shafi Ahmaed, che lavora a Londra, sarà trasmesso in streaming e potrà essere usufruibile in realtà virtuale. L’operazione verrà trasmessa dalle 13 del 14 aprile dal Royal London Hospital, e per mezzo di un qualsiasi device (smartphone o visore di realtà virtuale) si potrà assistere all’operazione come dal vivo.

Si tratta di una sperimentazione tecnologica molto importante, che potrebbe rivoluzionare il modo di concepire l’insegnamento delle operazioni, aiutando gli studenti a comprendere meglio i meccanismi degli interventi e ad imparare meglio.

WhatsApp continua a cambiare, arriverà la spunta rossa

WhatsApp è sempre in movimento, sempre sull’onda del cambiamento. Il maggiore servizio di messaggistica al mondo, che conta almeno un miliardo di utenti, potrebbe cambiare ancora. Dopo la contestatissima spunta blu che conferma che il messaggio è stato non solo ricevuto dal cellulare, ma anche letto dal proprietario. E adesso potrebbero arrivare altre novità.

Innanzitutto, si potranno registrare i messaggi usando la voce di personaggi famosi come Leo di Caprio, o come la Litizzetto. Insomma, una funzione non utile ma divertente, che serve per rendere più simpatici i messaggi vocali. Inoltre l’utente con la versione nuova potrà collegarsi a Tinder, l’app di incontri. Arriveranno nuove emoticon e, notizia delle notizie, si verrà rimborsati del costo annuale di 0,89 centesimi se si raggiungono un milione di messaggi. Ma è la spunta rossa la vera e propria protagonista della nuova versione di WhatsApp.

La spunta rossa è molto peggio di quella blu, e anzi, potrebbe essere davvero fastidiosa, perché sembra davvero una violazione della privacy. Praticamente quando si legge l’anteprima dei messaggi sulla tendina, senza aprirli, gli smartphone con fotocamera frontale leggono l’occhio e faranno apparire la spunta rossa al destinatario. E sembra arriverà anche la funzione che, dalle 19 alle 5 del mattino, se fate troppi errori di battitura vi chiederà se siete ubriachi.

Windows 10 piace, e molto: ha il 14,15% di market share

 

Windows 10 piace, continua a piacere e si guadagna una bella fetta di mercato, senza deludere le aspettative. Secondo le statistiche di Netmarketshare, Windows 10 avrebbe raggiunto la quota di mercato 14,15%, un gran risultato per il nuovo sistema operativo made in Windows.

Secondo le previsioni di Microsoft, il sistema operativo sarebbe andato alla grande: 270 milioni di dispositivi lo usano già. Si può tranquillamente definire, alla luce di questi dati, Windows 10 come il sistema operativo Microsoft più scaricato di sempre. Ma c’è di più: la crescita sul mercato si mantiene sempre maggiore, di mese in mese. Windows 10 occupa il secondo posto nella classifica dei sistemi operativi Microsoft più utilizzati, dopo il sempreverde Windows 7 che ha ottenuto il 51,89% anche se sembra leggermente in discesa.

Sembra, infatti, che sempre più utenti stiano migrando verso Windows 10, a testimonianza che si tratta di un sistema che funziona. La quota di mercato che si lancia nelle braccia del nuovo sistema operativo Microsoft sembra essere sempre maggiore. Al quarto posto troviamo Windows 8.1 con il 9,56%.

Percentuali che, a ben vedere, superano comunque nettamente la presenza dei sistemi operativi Apple. Ricordiamo che Mac OS X 10.11 sul mercato possiede il 4,05% del market share.

La truffa “H&M” corre veloce sul web

In questi giorni il maggior servizio di messaggistica al mondo, WhatsApp, è stato preso d’assalto da una truffa che sembra assai ben congegnata, dato che sempre più persone ci stanno cascando. Avete già sentito parlare della truffa H&M? La famosa catena d’abbigliamento, però, non ha nulla a che vedere con la truffa, che vuole solamente spillare soldi agli sventurati che ci credono.

Ma come funziona la truffa? Il messaggio che annuncia un grande sconto sullo shopping made in H&M arriva via WhatsApp allo sventurato. Si tratterebbe di uno sconto di ben 50€, che ingolosisce chi lo riceve. Però è solo la classica catena di Sant’Antonio che gira di persona in persona. Il buono da 50€, spendibile negli store online di H&M, è solamente una trappola. Infatti il malcapitato che voglia ottenere il buono sconto è invitato a cliccare sul link contenuto nel messaggio, e in questo modo si apre un’altra pagina nel web, dove gli viene chiesto di registrarsi se si vuole usufruire dello sconto.

Dopo aver consegnato alcuni dati, invece che lo sconto di H&M promesso, il povero utente si ritrova ad aver sottoscritto a sua insaputa un servizio a pagamento per lo smartphone. Insomma, una truffa vera e propria. Per poter rimediare, nel caso aveste cliccato sul messaggio dando i vostri dati, chiamate il gestore telefonico e comunicate la vostra volontà di disattivare il servizio a pagamento.

SideStepper: nuovo malware che colpisce i dispositivi iOS aziendali

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È arrivato un nuovo malware che mira principalmente ai dispositivi mobili aziendali rigorosamente iOS. Si chiama SideStepper ed è in grado di superare le barriere di sicurezza che la Apple ha introdotto nell’ultima versione. Si tratta di una pericolosità che metterebbe a rischio tutti quelli utenti che utilizzano il telefono per lavoro, compromettendo la sicurezza e l’usabilità dello stesso, che passerebbe in pochissimo tempo nelle mani degli hacker.

Hacker sfruttano una vulnerabilità iOS9 per prendere il controllo del dispositivo

La sicurezza dei dispositivi iOS è a rischio a causa di un nuovo malware che sfrutta le soluzioni MDM, non aggiornate in iOS9. Queste sono nate per offrire maggiore sicurezza ad iPhone e iPad, il problema è che non vieta l’installazione di app su telefoni usati per lavoro. Gli hacker hanno, quindi, sfruttato questa vulnerabilità per compiere il loro atto criminale e prendere possesso del dispositivo dell’utente.

Tutto inizia con un messaggio phishing, che può essere inviato per e-mail, SMS o via chat, con un link malevolo che porta all’installazione di un profilo di configurazione sullo smartphone. In questo modo, è possibile stabilire una connessione man-in-the-middle e utilizzare i comandi iOS concessi a piacimento dell’hacker, il quale potrebbe facilmente estrapolare i dati contenuti e bloccare il dispositivo.

Questo nuovo virus può attaccare sia i privati piuttosto che un’azienda, ma mira, in particolar modo, alla seconda, dal momento che, molto spesso, si trova impreparata ad azioni simili. Infatti, le imprese si preoccupano principalmente a difendere il proprio computer, non pensando che potrebbero essere gli stessi cellulari a venire attaccati da un software maligno.

Ma, una volta, la Apple, non era considerata la più sicura nei confronti dei malware? Come spiega il portavoce di Check Point Software Technologies, sembrerebbe che gli attacchi da parte dei cybercriminali siano diventati sempre più potenti e sofisticati, ma, allo stesso modo, l’azienda di Steve Jobs si dimostra meno attenta in fatto di sicurezza rispetto a una volta, motivo per cui anche i dispositivi iOS sono diventati molto più vulnerabili.

Telecom e la truffa delle false e-mail

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C’è in circolazione, in questi giorni, una nuova truffa che si appropria del nome di Telecom per acquisire nuovi clienti in una compagnia telefonica di cui non si conosce la reale identità. Il problema è che, se quando si viene chiamati basta chiudere la telefonata, nel caso in cui si ricevessero altrettante promozioni, delle bollette da pagare o quant’altro per e-mail, in questo caso, basterebbe aprirla e visualizzare link o allegati per cadere nella truffa. Gli utenti online sono, quindi, un target molto più mirato e incline a cadere in simile truffe data la facilità con cui vengono diffuse.

Attenzione a chi vi chiama spacciandosi per Telecom

Una compagnia telefonica si spaccia per Telecom chiamando a casa per richiedere un rinnovo o l’adesione a un contratto. È la nuova truffa che circola da qualche giorno nelle case degli italiani, i quali sono invitati a prestare attenzione se ricevono chiamate sospette, verificando le credenziali del mittente. In questo caso, chi riceve la chiamata viene avvertito che il suo contratto sta per scadere e che perderà tutte le agevolazioni e non potrà più effettuare chiamate a meno che non lo rinnovi al più presto.

A segnalare la truffa è stata l’Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori (ADUC), la quale raccomanda di interrompere subito la chiamata se si ricevono richieste simili da parte di un mittente che dichiara di essere Telecom. È sempre meglio fare delle verifiche prima di sottoscrivere dei contratti, soprattutto per telefono.

Mai aprire link e allegati per e-mail, potrebbero trattarsi di truffe

Mentre certi problemi sono facilmente evitabili, quando si ricevono delle proposte o si viene contattati da enti importanti per e-mail è più facile diventarne bersagli compromettendo la propria sicurezza. La Polizia Postale avvisa che sono molto diffuse richieste per il pagamento di bollette o simili da parte di Enel, Telecom e dell’Agenzia delle entrate. Si tratta normalmente di fake che mirano al vostro username e password o all’installazione di malware sul dispositivo. Per evitarle basta verificare sempre il mittente in caso di e-mail sconosciute ed evitare di aprire link e allegati.

Se il passaporto finisce nello smartphone

Come sarebbe viaggiare con passaporti virtuali? Cioè con passaporti inclusi all’interno del proprio smartphone, come una qualunque carta fedeltà. Perché l’evolversi della tecnologia potrebbe portare proprio a questo, a creare un piccolo spazio per il passaporto proprio all’interno del telefono.

L’idea del passaporto “senza carta” stimola l’immaginazione di molti. Potrebbe essere anche un modo di velocizzare gli spostamenti, facendo sì che essi avvengano sempre in maniera più smart, senza i problemi che talora i documenti di carta portano con sé. L’idea di carte mobili, elettroniche, si diffonde sempre più velocemente nel mondo tecnologico di oggi. C’è già, nei passaporti moderni, qualcosa che potrebbe avvicinarsi a questo prototipo. Il chip che essi portano incorporato, infatti, mette a confronto il volto delle persone con quello che viene presentato sul documento.

Ovviamente, anche in questo caso, la sicurezza viene prima di tutto. E’ quindi necessario che vengano predisposti meccanismi di sicurezza che contrastino eventuali tentativi di contraffazione, ma anche soluzioni alternative nel caso in cui lo smartphone che contiene le preziose informazioni venga smarrito o venga rubato. I passaporti elettronici, quindi, necessiterebbero di un alto grado di protezione, e probabilmente sono ben lungi dall’essere perfezionati. Ma per ora restano un’idea, bisogna ammetterlo, davvero avvincente.

La chiave della macchina che non ti fa guidare se hai bevuto

Il problema dell’alcol alla guida è serio e impellente. La sensibilità delle grandi aziende automobilistiche sul tema torna a farsi sentire: Honda ed Hitachi, infatti, il 12 aprile 2016 presenteranno la prima chiave etilometro, una chiave della macchina che presenta un alcol test incorporato, che legge l’alito e capisce se sono presenti dosi eccessive di alcol nel corpo.

La chiave sa leggere l’alito per mezzo della sensibilità al vapore acqueo del respiro, e sa quindi definire se si abbia oltrepassato il limite nella bevuta. In tal caso, inoltre, la chiave per mezzo di un sensore impedirà all’automobile di accendersi e di partire. Il nuovo prototipo di chiave intelligente verrà presentato nel corso del SAE, un congresso mondiale di Detroit. L’idea non è del tutto nuova, o meglio: già alcuni tipi di auto del Giappone e negli Stati Uniti d’America prevedono che prima di azionare l’auto il conducente debba soffiare nella fessura, per farsi controllare l’alito. Anche in questi casi, l’auto non parte se vengono avvertite tracce pesanti di etanolo nel respiro.

L’idea di incorporare il sensore nella chiave è intelligente e comoda, il primo prototipo simile: il collaudo avverrà dopo la presentazione, e questa chiave smart all’avanguardia potrebbe farne davvero di strada.

Mercato di ransomware: vendite online e ricavi sulla percentuale

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L’Italia risulta essere uno dei Paesi al mondo più colpiti dai ransomware, quinta in classifica, subito dopo gli Stati Uniti, il Giappone, la Gran Bretagna e la Germania. Una notizia shock per tutti i cittadini, per i quali aumenta notevolmente la preoccupazione di essere colpiti da queste minacce, soprattutto a seguito di una nuova e inquietante scoperta. Sembrerebbe esistere un vero e proprio mercato di ransomware, secondo cui questi specifici malware vengono distribuiti su internet a titolo gratuito, con una semplice percentuale trattenuta. Insomma, si rivelano essere a disposizione di tutti e, soprattutto chi non ha un lavoro, potrebbe vedere in tutto ciò un facile guadagno, senza pensare alle conseguenze che questo comporterebbe.

Esiste un vero e proprio mercato di ransomware online, per quanto possa essere difficile da credere, ed è alla portata di chiunque. Gli ultimi malware con riscatto a cui abbiamo dovuto far fronte, e che continuano a essere presenti tuttora, sono, tra i più noti, Cryptolocker, a seguito di Cryptowall – diffuso nel 2015 –, TestaCrypt e Locky. Questi sono, purtroppo, dotati sempre maggiormente di algoritmi con difficili cifrature e questo è il motivo del loro successo. Inoltre, è stato registrato da alcuni ricercatori che quasi la metà della popolazione è disposta a pagare le cifre richieste, che, di solito, si aggirano intorno ai 300-400 euro, per ottenere i loro dati indietro.

Ransomware alla portata di tutti: nasce un nuovo (e pericoloso) metodo di guadagno online

Il problema è che, ora, si sta diffondendo un reale mercato di ransomware, secondo cui basta collegarsi a internet per ottenere il proprio malware da distribuire per e-mail. Il meccanismo è molto semplice, dal momento che esistono dei siti appositi, nei quali scaricare il virus, configurando anche la cifra da richiedere – che verrà, successivamente, caricata sul proprio conto bitcoin, inserendo i dati sul sito – e quanto tempo consentire alle vittime per pagare il riscatto. Il tutto totalmente gratis, fornendo solo una percentuale sui guadagni. Si tratta di un nuovo meccanismo che mette, certamente, in pericolo i nostri dispositivi, in cui veramente chiunque è in grado di penetrare.