Navigare su internet in totale sicurezza è molto importante, infatti, sul web esistono numerosi virus e malware che ogni giorno hackerano diversi computer. Dunque, se desideri navigare online senza la preoccupazione che il sito che stai visitando sia pieno di minacce, hai la possibilità d’installare sul tuo computer “Site Advisor”. Questo non è altro che un programma gratuito, in grado di collegarsi al tuo browser, come per esempio Google Chrome, il quale ti avvisa nel momento in cui il sito che stai visitando, non è sicuro. Quindi, la prima cosa che dovrai fare è scaricare e installare il software sul tuo PC. Per poterlo scaricare, non dovrai far altro che collegarti sul sito di “SiteAdvisor” e cliccare su “Scarica ora”. Dunque, dopo aver eseguito tali passaggi, clicca su “Esegui” e, al termine, clicca di nuovo su “Esegui”. Successivamente, si aprirà una finestra, premi su “Installa”, in modo da installare il programma. Adesso, chiudi e riapri il browser. Nel browser che sceglierai, noterai la presenza di una barra degli strumenti che ti avviserà ogni volta che si manifestano minacce.
iPhone ed iPad presto localizzabili anche da spenti
Il tracciamento dei dispositivi Apple si appresta a diventare più funzionale, grazie ad un brevetto che permette di individuare la posizione di iPhone e iPad, tramite GPS, anche se spenti. Da molteplici punti di vista una vera manna dal cielo, se si pensa a quanti perdono i loro device o ai furti di cui sono spesso oggetto. Una novità che pone fine ai limiti di “Trova il mio iPhone”, che ad oggi non ha modo di funzionare quando il terminale è spento. Il brevetto prevede un timer sempre attivo, che quando riceve una richiesta di localizzazione tramite iCloud, attiva un segnale periodico che consente di determinare la posizione del telefono.
Stando al brevetto l’iPhone potrebbe addirittura accedere alla fotocamera, scattare foto ed inviarle. Essendo un brevetto inedito non è dato sapere ulteriori dettagli, nè quando la tecnologia verrà inserita sui device Apple. Dal rovescio della medaglia, si aprirà probabilmente l’ennesimo dibattito sulla privacy, e sugli eventuali usi che questa tecnologia potrà avere.
Acer al MWC15 – Android Lollipop 5.0 Liquid Leap+ e Windows Phone
Come preannunciato, in occasione del MWC15 Acer presenta diversi dispositivi, di cui 2 terminali Android ed 1 Windows Phone, più un wearable. Il terminale Android, Jade Z, è uno smartphone accattivante da soli 7,9 millimetri di spessore, ed un peso di 110 grammi. Schermo 5 pollici IPS (1280×720), vetro Gorilla Glass ed un processore Mediatek quad-core a 64bit. Non poteva ovviamente mancare una fotocamera posteriore da 13 megapixel con lente f/1.8, e la connettività LTE (Cat.4). Molto interessante il prezzo, che dovrebbe essere di 199 €.
Per quanto concerne la serie Liquid, abbiamo 2 new entry: Z220 e Z520, due terminali identici sotto il profilo hardware, processore Qualcomm Snapdragon 200 dual-core da 1,2GHz, 1GB di RAM e 8GB di spazio per archiviazione; le differenze risiedono nella fotocamera, 5 megapixel sul modello Z220, 8 megapixel su Z520. Schermo da 4 pollici e sistema operativo Android Lollipop, ad un prezzo rispettivamente di soli 89€ e 129€ li rendono due terminali di fascia bassa molto interessanti.
Sul segmento Windows Phone 8.1, Acer lancia il Liquid M220, stesse caratteristiche dello Z220, la differenza la fa il sistema operativo. Anche il prezzo rimane molto abbordabile, 79€, con la promessa di aggiornamento a Windows 10. Ultimo, ma non per interesse, il braccialetto Liquid Leap+ compatibile con iOS, Android e Windows Phone. Un device impermeabile con standard IPX7, schermo touch da 1 pollice in grado di monitorare la camminata ed il sonno, ed interagire con lo smartphone per controllo chiamate e musica.
YouTube Kids – Video per i più piccoli e le famiglie
Il nuovo progetto di casa Google, interamente dedicato all’intrattenimento di bambini e famiglie, si chiama YouTube Kids. YouTube Kids è un’applicazione dedicata a smartphone e tablet, che ha come pubblico esclusivamente quello under 13. Come è dato aspettarsi, l’app sarà basata su di un’interfaccia molto intuitiva, colori vivaci, icone grandi, e con impostazioni tali da permettere ai genitori un buon controllo sui contenuti, vista l’immensità di video presenti in rete. YouTube Kids sarà disponibile inizialmente solo sui dispositivi con os Android, per poi essere esteso ad altri device.
L’app avrà il compito non solo di riprodurre cartoni animati e simili, ma anche programmi educativi. Saranno infatti presenti 4 categorie : Musica, Spettacolo, Impara, Esplora, ognuna ricca di contenuti per i più piccoli. Per i genitori, oltre ad avere la certezza di video controllati e completamente privi di contenuti inappropriati, sarà anche possibile impostare un timer per limitare il tempo massimo di riproduzione video. Una bella trovata ancora una volta, per big G.
Android Pay tap-and-pay da Google
Che il colosso di Mountain View stia puntando al mondo dei pagamenti in mobilità, è ormai cosa certa. L’acquisizione di Softcard da parte di Google è notizia di pochi giorni fa, un applicazione tap-and-pay, sviluppata agli albori per contrastare il servizio Google Wallet, ed ora in possesso proprio di big G. E’ in questo contesto che Google sta per rilasciare una nuova API, dedicata ai pagamenti, chiamata Android Pay.
Android Pay andrà ad emulare in un certo senso Google Wallet: sarà possibile registrare le proprie carte di credito, effettuare transazioni in-app, ed ovviamente consentirà di sfruttare la tecnologia NFC per i pagamenti da smartphone. I vantaggi per Google saranno molteplici, dalla procedura di pagamento interno alle app semplificata, ai minor costi di gestione di Google Wallet. L’annuncio di Android Pay è atteso per il mese di Maggio, probabilmente durante il Google I/O, e con un pò di immaginazione non è difficile attendersi la fine del servizio Google Wallet, che a quel punto diventerà ridondante.
Adware Superfish sui computer Lenovo
L’Adware Superfish, che è stato scoperto sui computer Lenovo, ha creato non poco scompiglio sull’immagine della società. L’adware, lo ricordiamo, era presenta sulla maggior parte dei notebook Lenovo, ed era in grado di installare certificati virtuali, interagire con il browser, ed accedere a dati personali sul computer; l’adware può essere infatti utilizzato per veicolare attacchi man-in-the-middle. Dopo la sua scoperta, l’azienda cinese Lenovo si è prontamente attivata rilasciando un tool per la rimozione di Superfish, ed affermando ovviamente che il software non verrà più installato sui computer dell’azienda.
Dato lo scandalo, lo Chief Technology Officer Peter Hortensius ha pubblicato una lettera aperta, dove ha provveduto ad illustrare gli accorgimenti che l’azienda adotterà per mettere in commercio computer puliti e sicuri. In concreto per ora, Lenovo offre un abbonamento gratuito al servizio McAfee Live Safe per un periodo di 6 mesi, poca cosa forse per molti utenti, se si pensa al danno di immagine che una situazione del genere può creare all’azienda.
Facebook contro i suicidi “annunciati”
Quello dei suicidi “su Facebook” è un problema che esiste, sebbene spesso non se ne voglia parlare. Il social network processa ogni giorno milioni di messaggi ed attività, ed in mezzo a questi, può capitare di trovare delle vere e proprie richieste di aiuto. Un nuovo strumento che vuole porre un freno, dare un aiuto a chi ne ha bisogno, è già stato attivato negli Sati Uniti. Diverse associazioni hanno affiancato Facebook in questo nuovo ed interessante progetto, dalla “Now Matters Now”, alla “The National Suicide Prevention Lifeline”, passando per “Save.org” e “Forefront: Innovations in Suicide Preventions”.
Per gli utenti, per ora solo negli Stati Uniti, sarà possibile segnalare i post preoccupanti o che destano sospetto, ed una volta analizzati Facebook si occuperà di inviare un messaggio all’autore offrendo la possibilità di discutere con una persona specializzata. Se è vero che nell’era informatica i contatti fra le persone sono sempre più difficili, questo potrebbe essere un modo per avvicinare chi ha un problema, alla soluzione, ed evitare di accorgersi ancora una volta troppo tardi, che qualcosa stava per succedere.
Ramnit virus da 3 milioni di computers, individuati i responsabili
Tre milioni di computers infettati in tutto il mondo, sono questi i numeri che rivela l’operazione Rubbly, operazione che ha permesso di individuare i pirati informatici responsabili di questa gran quantità di crimini informatici. Il fine delle attività era quello di accedere a dati e coordinate bancarie, email ed altri dati sensibili. L’operazione Rubbly è stata condotta dalle forze di Polizia Italiana in concomitanza con Regno Unito, Germania, Paesi Bassi e l’European Crime Center. La rete basava le sue fondamenta su di una serie di terminali zombie, macchine collegate fra di loro in rete, ed il cui server di controllo era situato nella zona di Milano.
Il virus che ha permesso questi attacchi si chiama “Ramnit“, ed è in grado di infettare computer dotati di sistema operativo Microsoft Windows, disabilitare la protezione antivirus e generare in autonomia nomi di dominio DGA che possono poi essere gestiti come server di comando e controllo. La diffusione di “Ramnit” è stata veicolata attraverso link in email infette, modalità sempre più diffusa in questo ambito.
Classifica AVG – Applicazioni che consumano più batteria
AVG è una nota società nel settore sicurezza, conosciuta principalmente per i suoi software antivirus, ma attiva su diversi fronti. Da poco sul portale AVG è disponibile una lista aggiornata di applicazioni, per smartphone Android, che vanno ad incidere in modo pesante sul consumo della batteria. I test eseguiti sono volti a valutare diverse categorie di applicazioni, da quelle in avvio automatico, passando per quelle eseguite dall’utente, per lo spazio di archiviazione ed il consumo dati.
Le top o per meglio dire le peggiori, in quanto a consumo di batteria, sono app di social network, alcune app Samsung, applicazioni dello store Amazon, Spotify, ed altre note applicazioni. A differenza di quanto molti avrebbero giurato, l’applicazione WhatsApp non compare nella top ten. Nel settore spazio di archiviazione in cima alla lista compaiono ancora una volta fra i più famosi Spotify, Facebook, Instagram, Tango e Chrome. Prime posizioni ancora una volta per Daily Mail, e gli immancabili Facebook, Spotify, Instagram che conquistano questa “ambita vetta” anche nella comparativa per il maggior consumo di traffico dati. Che dire, forse sarebbe il caso di rivedere qualche dettaglio su queste applicazioni.
Scrivere su immagini da condividere su Twitter
In questo articolo vogliamo spiegarti com’è possibile realizzare immagini con testo che possono essere condivise su Twitter. Dunque, per realizzare tale operazione è possibile usufruire di “Spruce”, ovvero si tratta di un servizio online completamente gratuito che permette di creare delle immagini con testo in un tempo molto breve. Dunque, tale operazione è molto semplice e non richiede tantissimo tempo. Prima di tutto è necessario scegliere il tipo di carattere che si desidera, poi scrivere il testo, selezionare una fotografia dal proprio computer e visualizzare il risultato che dovrebbe comparire nel riquadro posto sulla destra. Nel momento in cui otterrai la combinazione ideale, sarà sufficiente cliccare sul tasto blu “Tweet my Image” in modo da pubblicare l’immagine appena realizzata sul proprio profilo di Twitter. Oltre ciò, hai anche la possibilità di poter scaricare l’immagine sul tuo computer, affinchè potrai condividerla su diversi social come Google Plus, Facebook, Whatsapp e molti altri ancora.

