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Android VR sta arrivando? Gli ultimi rumors

Il mercato riguardante la realtà virtuale è in continua crescita al giorno d’oggi, ed il “clou” di tutto ciò sono i visori per la realtà virtuale, che permettono appunto di “interagire” con una tale tecnologia.
In questi giorni si stanno diffondendo parecchie novità, infatti numerose aziende hanno deciso di tuffarsi in questo fresco business dei  VR, tra queste probabilmente non mancherà Google.

Si vocifera che la casa di Mountain View lancerà il suo nuovo visore stand-alone (per il momento denominato “Android VR”, ma il nome non è ancora ufficiale) durante l’ I/O 2016 (che si terrà a fine mese).
In realtà Google si è già introdotta in questo mercato da tempo, con Google Cardboard, un visore a bassissimo costo (che volendo può essere realizzato anche in casa) in cartoncino accoppiato ad una lente, ma quello che probabilmente verrà realizzato sarà qualcosa di più concreto per lo sviluppo di questa nuova tecnologia virtuale.

Questo nuovo device sarà di certo più potente del Samsung Gear VR, ma meno performante dell’ Oculus Rift ed il Vive, inoltre non farà appoggio a dispositivi quali PC, ma si affiancherà piuttosto al supporto per smartphone e tablet, sarà infatti altamente supportato dal nuovo sistema operativo Android N.

Kaspersky, scoperti nuovi malware Android

I malware Android prendono come target (obbiettivo) i dispositivi che hanno installate le versioni più datate del sistema operativo, e si tratta di un argomento molto discusso negli ultimi tempi.
Questa a lanciare l’allarme si tratta di Kaspersky, noti produttori del famoso anti-virus, che parlano di un codice dannoso diffuso (come spesso accade nei virus per Android) tramite un sito web.

Questo codice dannoso ha effetto sui dispositivi con versioni di Android minori alla 4.0.0, ovvero versioni molto datate e che non ricevono più aggiornamenti di sicurezza, ed è proprio questo che lascia ai malintenzionati maggiore libertà.
Gli script malevoli scoperti sono due: uno permetteva di inviare SMS a chiunque, mentre il secondo aveva il compito di installare un trojan (un software che all’apparenza sembra innocuo, ma in realtà è dannoso) nella scheda SD del dispositivo.

Una volta auto installatosi il malware è in grado di inviare SMS a chiunque e anche di intercettarne.
I crackers (malintenzionati informatici) si servono di exploit per raggiungere i loro scopi malevoli, questi non sono altro che bug (errori) nella programmazione di un software, e spesso i  bug forniscono un punto vulnerabile che i malintenzionati possono sfruttare.

La maggior parte degli exploit sono stati “riparati” da Google e rilasciati tramite aggiornamenti, ma il problema è che sono i dispositivi che spesso non vengono aggiornati dai produttori.

Android è in continua crescita, iOS e WP in calo

I dati rilasciati da Kantar World Panel che sono appena stati rilasciati riguardano le vendite di smartphone in questo primo trimestre 2016.
Le statistiche che ne emergono non sono molto differenti dai mesi precedenti, ovvero iOS e Windows Phone sono in un leggero (ma costante) calo, Android invece sta avendo un utilizzo molto ampio ed in crescita.

Si registra infatti un forte aumento dell’utilizzo del robottino verde in quasi tutto il mondo, facendo eccezione per alcuni paesi europei (tra i quali Italia) dove i dati restano fermi.
iOS invece ha di cui preoccuparsi, soprattutto in Giappone, dove già nei mesi precedenti stava perdendo terreno, adesso ha addirittura perso la leadership come produttore.

Tim Cook però crede che l’iPhone 7 (che uscirà verso ottobre di quest’anno, e della quale si sono già sentiti alcuni rumors) rialzerà il mercato Apple, ed inoltre sarà il modello ancora successivo a portare una rivoluzione per gli smartphone della mela. Riguardo Windows Phone (che in realtà non ha mai avuto veri e propri picchi) si sta lentamente ritirando dal mercato, annunciando soltanto qualche modello poco rilevante nel mercato globale.

La Microsoft però ha annunciato poco tempo fa che, tempo qualche anno, e tutti utilizzeranno Windows Phone, è chiaro che durante questa “ritirata” stiano lavorando a qualcosa di nuovo.

Android adesso è sotto l’indagine USA

Il mancato aggiornamento ad una nuova versione di Android da parte dei produttori è un problema che si ripete da moltissimo tempo, praticamente dagli albori del sistema operativo.
Il fatto è che le nuove versioni di Android (ma anche dei sistemi operativi in generale) non portano soltanto nuove funzionalità, ma anche, cosa più importante, aggiornamenti relativi alla sicurezza.

Si tratta di un argomenti molto discusso in questi giorni, ed è probabilmente questo il motivo per cui FCC (Federal Communications Commission) ed FTC (Federal Trade Commission) si sono abilitate per indagare sulla questione.
La FCC ha rivolto alcune domande a dei gestori telefonici e produttori di smartphone (anonimi al pubblico) riguardo questo problema.

Il motivo per cui i produttori non aggiornano (o lo fanno poco spesso) i dispositivi non è del tutto giustificato: da una parte realizzando aggiornamenti software si può uscire dal margine di guadagno della vendita del terminale stesso, oppure quest’ultimo non sarebbe in grado di “reggere” (sotto il punto di vista hardware) il nuovo sistema operativo.

Ma il problema può anche essere dovuto alla pigrizia delle aziende, infatti anche parecchi smartphone di fascia alta o di fascia media rimangono con versioni di Android datate, e quindi anche più esposti a pericoli.

Apple e Huawei dominano in Cina

In questo primo trimestre 2016 sono state registrate cifre interessanti riguardo il mercato della tecnologia. Apple ha subito dei cali in Cina, ma nonostante ciò l’azienda di casa Cupertino continua ad occupare il primo posto per numero di importazioni di smartphone.

Secondo i dati annunciati dal Digitimes Research Apple ha infatti venduto ben 13.5 milioni di iPhone, una grandissima somma tenendo conto che Samsung ha venduto “solo” 7.2 milioni di terminali. Per quanto riguarda l’importazione di prodotti tecnologici troviamo anche Sony, LG, Microsoft (eccetera) in gara, ma questi ultimi non creano una grande concorrenza alla casa di Cupertino ed all’azienda coreana.

In quanto produzione locale, il leader è Huawei, che conta 14.1 milioni di smartphone venduti, una cifra che mette di certo paura anche ad Apple, poi troviamo Oppo (12.2 milioni) e BBK (11.8 milioni), Xiaomi (8 milioni), Coolpad (5.4 milioni), Gionee (4.4 milioni), Meizu (3.6 milioni) e molti altri.

Come sempre la Cina si dimostra un paese con un mercato tecnologico molto avanzato, infatti sono stati venduti in totale 83 milioni di unità, che costituiscono circa l’80% dei dispositivi messi in vendita. Il mercato di smartphone cinese rappresenta il 33% dei dispositivi globalmente venduti, in crescita rispetto all’anno precedente.

VRidge, realtà virtuale low-cost

La realtà virtuale è una tecnologia appena nata, in costante sviluppo e che ha suscitato un grande interesse nel pubblico.
Tuttavia la maggior parte dei visori per usufruire di questa tecnologia hanno prezzi decisamente fuori portata (per ora), come Oculus Rift o Steam VR.

VRidge vuole porre una soluzione a questo problema, infatti si tratta di un software attualmente in versione beta (ancora sotto sviluppo, e che potrebbe quindi presentare dei bug) che permette di provare applicazioni per Oculus Rift, Steam VR (eccetera) per mezzo del nostro smartphone, il nostro PC ed un visore cardboard (che è anch’esso a basso costo).

VRidge raggiunge i suoi scopi manipolando “a suo piacere” i dati dei sensori di movimento di cardboard e della visione stereoscopica, passandoli tramite una connessione WiFi con lo smartphone, una volta elaborati, ad un apposita applicazione Android che riesce ad emulare il gioco lanciato inizialmente; Si tratta quindi di un “trucchetto” sul lato software, che permette di non spendere troppo per un visore.

È comunque da tener conto che non si ottengono nemmeno lontanamente risultati di qualità come se stessimo utilizzando un Oculus Rift od uno Steam VR, anche perché Cardboard deve essere tenuto con le mani sulla testa mentre si gioca, ma il risultato resta apprezzabile.

Come fuziona il social lending?

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Il social lending, o P2P fra privati, è una forma moderna di prestiti tra privati. Ecco di cosa si tratta nel dettaglio.

PRESTIAMOCI è una piattaforma di peer to peer lending, autorizzata e vigilata da Banca d’Italia, che nasce per mettere in contatto chi vuole investire del denaro con chi richiede un prestito. Come funziona il tutto? Il Richiedente richiede un prestito; se quest’ultimo possiede i requisiti di merito creditizio definiti dalla piattaforma, Prestiamoci inserisce il prestito nel proprio marketplace.
Il Prestatore mette a disposizione un capitale che viene suddiviso in quote di 50 Euro – questo per diversificare il portafoglio riducendo il rischio e ottimizzando il rendimento. Il Prestatore può scegliere i singoli prestiti già presenti nel marketplace, oppure potrà decidere un rendimento atteso, lasciando alla piattaforma il compito di comporre il portagolio.
Prestiamoci funziona tramite bonifico: si invierà velocemente il denaro del prestito direttamente sul conto corrente del Richiedente, senza rischi e senza problemi. Ogni mese il Richiedente verserà la propria rata tramite addebito diretto SEPA in modo automatico, in rate tutte uguali. Il Prestatore riceverà mensilmente il rimborso delle singole quote investite nei vari finanziamenti, comprensive degli interessi maturati.

Prestiamoci  finanzia importi compresi fra 1.500 euro e 25.000 euro, con durate medie fra 12 e 72 mesi. Prestiamoci è sicuro, perché determina il profilo di rischio (di insolvenza) di ogni richiedente. Sulla base del risultato, lo inserisce in una “Classe di merito creditizio” (da “A- Eccellente” a “G – Sufficiente”) e, a seconda della classe di appartenenza, offre alla persona il SUO tasso di interesse.

L’obiettivo di Prestiamoci.it è selezionare i più meritevoli (ovvero i richiedenti che onoreranno il proprio debito), per offrirgli i tassi migliori. Si tratta di un metodo moderno, semplice e sicuro sia per chi ha un piccolo (o grande) capitale da investire, sia per chi ha bisogno di denaro immediato per finanziare un’azienda, un’idea o una startup.



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Samsung si fa ancora più spazio nel mercato VR

Samsung è stata una delle prime aziende a fare grossi investimenti per quanto riguarda il mercato della realtà virtuale quando questi prodotti ebbero il loro “Boom”, nel penultimo trimestre del 2014.
In questi ultimi due anni l’azienda coreana ha lavorato davvero molto sodo per ottenere partnership con aziende importanti del settore, tra le quali possiamo per esempio ricordare Oculus, che ha avuto un ruolo chiave nella progettazione dei visori Gear VR, ma anche la partecipazione di Facebook, che ha contribuito a distribuire il gadget per la realtà virtuale.

Samsung si sta “allargando” sotto questo punto di vista, infatti ha stretto la mano con il parco divertimenti Everland (situato in sud Corea), per la realizzazione di una particolare attrazione che permetterà di visitare (virtualmente, tramite il Gear VR) alcune attrazioni del parco, riprese per mezzo di una speciale telecamera a 360 gradi.

Samsung non è però l’unica azienda che sta partecipando a questa “corsa all’oro” (dal momento che la realtà virtuale è un settore in forte crescita), troviamo infatti anche LG, che sta lavorando alla LG 360 CAM, ma anche la Sony che lancerà la Playstation VR ad ottobre, un visore progettato esclusivamente per la Playstation annunciato alla Conferenza Mondiale degli sviluppatori di videogame.

Android N: Più sicurezza per il robottino

Se ne è parlato parecchio in rete dei giorni scorsi, circa le varie vulnerabilità del sistema operativo mobile di casa Google, addirittura facendo dei confronti di sicurezza con l’iPhone.
Ma c’è una vulnerabilità per la quale Android soffre maggiormente, si tratta della libreria Stagefright.

In questa particolare libreria del SO (Sistema Operativo) è stato rilevato un exploit, ovvero una funzionalità (in teoria innocua) che può potenzialmente essere utilizzata da Crackers (malintenzionati informatici) per fini illeciti.
Questo exploit presenta una grave minaccia, in primo luogo perché può venire installato nel dispositivo semplicemente visitando una pagina web, ed in secondo luogo perché permette al malintenzionato di prendere il totale controllo del dispositivo.

Google ha intenzione di rimediare a questa “falla” con l’uscita di Android N, limitando i permessi che si ottengono accedendo alla libreria Stagefright, ma un problema persiste sempre: la maggior parte dei dispositivi Android non verrà aggiornata dai produttori, e questo comporta ovviamente gravissimi rischi per gli utenti.
Il motivo principale per la quale i produttori di smartphone e tablet Android non aggiornano spesso i loro dispositivi è che il dispositivo stesso non riuscirebbe a “reggere” (parliamo di comparto hardware) il sistema operativo, o comunque presenta uno sforzo troppo grande per un device poco utilizzato.

Android One, Google ci riprova

“Android One”, si tratta di una gamma di smartphone con sistema operativo Android lanciata da Google nel settembre del 2014.
Purtroppo questa linea di device non è mai stata apprezzata pienamente dai consumatori, infatti fino ad ora, nei suoi 2 anni di storia, si sono verificate molte cadute di vendite, e pochi momenti di sollievo.

In questo periodo però il colosso di Mountain View sta riprendendo le redini del progetto (dopo un momento di inattività), ed è deciso a farlo fruttare.

Il rilancio della gamma è iniziato con l’annuncio che la serie di telefoni sarà composta da dispositivi a basso costo, e con il ridimensionamento della parte hardware, infatti Google ha deciso che darà ai suoi produttori partner molta libertà di scelta per quanto riguarda il comparto hardware ed il rilascio del device stesso, tutto questo per dare a se stessi (Google) una maggiore concentrazione sulla parte del software.

Inoltre il progetto, che prima era incentrato principalmente per il mercato del sud-est asiatico, in futuro andrà ad interessare anche l’Europa e l’Africa, che, in quanto paese in via di sviluppo, sarebbe certamente disposto ad accogliere nuove tecnologie a basso costo.
Non sono però state rilasciate ulteriori informazioni riguardanti i modelli in sviluppo e la loro data di uscita.