Home Blog Page 44

Sony, nuovi smartphone economici in arrivo

Abbiamo visto pochi giorni fa i risultati del primo trimestre del 2016, che rispetto all’anno passato per Sony (e non solo) sono stati veramente devastanti. Infatti per l’azienda Giapponese ci sono state delle buone vendite per la PlayStation, ma per quanto riguarda il settore degli smartphone (quindi la famosa gamma di casa orientale Xperia) ci sono stati dei risultati molto negativi.

Si parla di una perdita del 20%, nonostante tutto, sembra che Sony non voglia arrendersi, infatti sono stati annunciati altri 2 smartphone per la serie X e altri 2 per la serie Xperia. Un modello (il C5 Ultra) ha un display da 6 pollici in Full HD, mentre il Sony F3216 avrà un display da 4,6 pollici, in quanto alcuni utenti preferiscono uno schermo di dimensioni minori e più maneggevole, 2 GB di memoria RAM e 16 GB di memoria interna.

Il Sony F3311 avrà un hardware di fattura leggermente minore del F3216, come per esempio 1,5 GB di RAM ed un processore meno veloce, il che lo renderà certamente più economico, ma tutti e quattro i dispositivi avranno in dotazione Android 6.0 Marshmallow.
La risoluzione delle fotocamere è ancora incerta, ma si dice che saranno di 21 e 16 megapixel per il F3216 e di 13 e 5 megapixel per il F3311, inoltre tutti i avranno il Wi-Fi, Bluetooth, NFC.

HTC Vive in Italia a 899 euro

0

Al recente Mobile World Congress 2016 di Barcellona il dispositivo HTC Vive si è proposto come leader indiscusso della kermesse. Durante la fiera il gruppo svelò che il sistema sarebbe stato disponibile per la prenotazione a partire dalla data (simbolica?) del 29 febbraio, per iniziare le consegne in data 5 aprile. Ma di cosa si tratta, ovvero cos’è il HTC Vive e perché ha riscosso tanto successo in fase di prevendita?

HTC Vive è un sistema che permette di vivere la cosiddetta ‘realtà virtuale, un visore costruito a forma di casco con una forma che ricalca quella di una grande maschera da sci. Il sistema si propone raffinato e permette di vivere un’esperienza di second life eccellente, grazie all’audace e precisa tecnologia che lo contraddistingue.

Si tratta di un casco che dispone di due lenti, dove sono integrati due schermi da 1080 x 1200 e i rispettivi pannelli, che sono in grado di raggiungere il refresh rate fisso di 90 Hz quando vengono abbinati ad un computer adeguato. La scelta della cuffia è a discrezione dell’utente, anche se la stessa casa costruttrice ha consigliato di impiegare cuffie chiuse per aumentare la sensazione di isolamento durante l’esperienza virtuale.

HTC Vive propone un preciso sistema di posizionamento che lega dei sensori laser al giroscopio e all’accelerometro. I sensori lavorano per rilevare la posizione della testa in una stanza che deve proporsi adeguata all’esperienza, ovvero ben disposta e con spazio necessario per alloggiare i cavi. Attenzione al computer, perché per supportare il sistema è richiesto di possedere macchine potenti, anche se non sono stati forniti finora consigli dalla casa produttrice.

A conti fatti, il sistema HTC Vive verrà proposto al costo di 899 euro. Si tratta di una cifra superiore all’Oculus Rift di Facebook e anche ai prodotti che sono attualmente disponibile sul mercato. Cosa troveranno gli acquirenti nella confezione? Oltre al visore, chi acquisterà HTC Vive troverà nella confezione due controller wireless, due Vive base station che servono per il motor ranking all’interno della stanza, una coppia di auricolari e infine un Vive Link Box. Il computer che si allaccia al sistema dovrà possedere una scheda grafica potente, almeno Nvidia GeForce GTX 970 oppure una AMD Radeon R9 290 per non rendere vana l’esperienza di gioco e potenziare l’effetto futuristico del visore, che non si propone certamente a buon mercato, ma come un sistema dedicato a chi desidera testare per primo la ‘vera’ e sofisticata realtà virtuale.

Samsung: Gear VR abbandonato? In arrivo un nuovo VR stan-alone

Non è ancora ufficiale, ma stando alle notizie sembra che il visore per la realtà virtuale in sviluppo da parte della Samsung, sia già stato abbandonato, a rimpiazzarlo è un nuovo modello (che non avrà nulla in comune con il predecessore).

La novità è che questo nuovo visore per la realtà virtuale sarà stand-alone, ovvero funzionerà tramite wireless, senza il bisogno di uno smartphone, questo è un notevole punto di forza rispetto al Gear VR, che funzionava soltanto con modelli Galaxy (S7, S7 edge, S6, S6 edge, S6 edge+, Note 4 e Note 5), il che ne limitava in maniera altissima il mercato disponibile, sebbene avesse un prezzo decisamente economico (circa 129 dollari).

Questo dispositivo sarà all-in-one (tutto in uno), infatti avrà un sistema di riconoscimenti orientato verso tutto il corpo ed un lettore di gesture integrato, anche questo un punto forte rispetto a visori come Oculus Rift e HTC Vive, che necessitano di essere collegati ad un PC (perdipiù abbastanza potente).

Al momento non sono state rilasciate ulteriori informazioni, ma è quasi sicuro che questo nuovo Visore andrà a competere in campo con l’Oculus Rift, e nel frattempo aspettiamo l’imminente uscita del Gear 360, la telecamera sviluppata anch’essa da Samsung.

Apple ormai è in caduta libera

Abbiamo già parlato precedentemente della continua discesa finanziaria che Apple sta vivendo, e questo incubo sembra non volersi fermare.

L’investitore Carl Icahn ha annunciato di aver venduto tutte le sue azioni per il colosso di Cupertino, probabilmente spaventato per gli esiti molto bassi del primo trimestre del 2016.

Questi cali sono stati registrati soprattutto in Cina, dove si sono visti cali di vendite sino al 26% rispetto al primo trimestrale del 2015, tenendo conto che il governo cinese ha bloccato servizi come iBooks e iTunes Movie, ed inoltre ci sono colossi come Oppo, Vivo e Huawei che stanno avendo dei picchi di vendite.

Tutto questo sta a dimostrare che facilmente il motivo dell’abbandono da parte di Icahn è dovuto alla paura (giustificata) per il mercato cinese, che si sta ingrandendo mai prima.

Icahn ha lodato il lavoro svolto da Tim Cook per la Apple ma anche l’intera azienda, affermando che sia stata un’occasione unica poter lavorare con loro. Le prossime mosse della Apple saranno forse puntare sul mercato indiano, che potrà probabilmente essere interessato ad una versione più economica dell’iPhone, oppure investimenti sull’Apple Car.

Altri non sono d’accordo, anzi pensano che nuovi investimenti dovrebbero essere fatti per tecnologie sull’ambiente, come l’automobile elettrica oppure su Liam, uno speciale robot con il compito di riciclare componenti di iPhone rotti.

Lenovo e Xiaomi non più tra i 5 maggiori produttori

Questo primo trimestre del 2016 si è già rivelato pessimo per la Apple, che ha avuto un grosso calo di vendite sul mercato degli iPhone, ma non è la sola azienda ad avere un brutto periodo.

Infatti ci sono brutte notizie anche per Xiaomi e Lenovo, che non rientrano più nella classifica mondiale dei 5 produttori di smartphone, il quale posto è stato preso da Oppo e Vivo.

Oppo ha avuto una grandissima quantità di vendite durante quest’anno, si parla infatti di un incremento del 153%, ed anche Vivo sta facendo passi da gigante, il suo tasso di vendite si è alzato del 123% in un anno.

Ma il successo di queste due aziende non è dovuto soltanto ai compratori, anzi ad un astuta idea che è brillata nelle menti di entrambe, ovvero l’apertura di posti di produzione in India, oltre ad aver esercitato (sempre nel paese asiatico) una maggiore attività di vendita.

Sulla vetta delle classifiche ci rimane Samsung, che ha totalizzato una quantità di spedizioni molto elevata, ovvero 81.9 milioni, questo periodo d’oro per l’azienda coreana è principalmente dovuto al Galaxy S7 e S7 Edge, che sono stati molto apprezzati dai consumatori ed hanno fatto salire il fatturato complessivo di Samsung a 43 miliardi di dollari.

Google indagato dagli antitrust anche negli USA

È accaduto pochi giorni fa, un indagine da Bruxelles nei confronti di Google, sospettato di abuso posizione dominante, infatti imponeva ai produttori di smartphone (e non solo) con sistema operativo Android di installare alcune applicazioni proprietarie (come Gmail, Google Maps eccetera).

Ma le tensioni non sono presenti soltanto in Europa, infatti l’antitrust negli Stati Uniti sta indagando la società di Mountain View per le restrizioni imposte ai produttori di dispositivi Android statunitensi (la situazione è pressoché la medesima verificatasi in Europa).

La differenza è che quando in Europa Big G imponeva di preinstallare applicazioni, negli USA vieta anche di produrre smartphone con installate di default varianti di Android (le cosiddette versioni fork).

La commissione ha rivelato che Google ha pagato i produttori di dispositivi di modo che installassero nel prodotto finito soltanto Google Search.

L’azienda di Mountain View corre rischi più grossi negli Stati Uniti, lo dimostra lo share del 59% in Europa e del 70% negli USA, dove comunque le mosse di Big G potrebbero anche essere considerate non illegittime, in primo luogo perché li sono presenti leggi per la concorrenza molto meno restrittive di quelle europee, e inoltre il mercato di Android è notevolmente più diffuso in Europa che negli Stati Uniti.

Getty Images contro Google per violazione dei diritti d’autore

Getty Images ha depositato un ricorso contro Google presso la Commissione Europea, con il quale accusa la Big G di “pratiche lesive del diritto d’autore e della redditività”. Cosa è accaduto nello specifico?

E’ accaduto che questa popolare agenzia fotografica made in USA, Getty Images, lamenta di aver subito un danneggiamento a causa del motore di ricerca Google.

Nella pratica Google, nel 2013, avrebbe cambiato in maniera unilaterale i termini del servizio e degli accordi con Getty Images; al posto di far comparire, come risultati di ricerca nel motore, le fotografie in bassa risoluzione, permetteva di scaricare direttamente le fotografie in alta risoluzione, togliendo così di fatto a Getty Images i proventi, vale a dire la frequentazione del sito da parte degli utenti.

Gli utenti infatti, riuscendo a scaricare le foto direttamente da Google attraverso la semplice ricerca, non si collegano più col sito ufficiale di Getty Images e così facendo l’attività dell’agenzia fotografica viene danneggiata.

Google avrebbe risposto ad una richiesta di chiarimento invitando Getty Images ad abbandonare il motore di ricerca.
Questo a Getty Images non è andato per nulla bene, e adesso la Commissione Europea potrebbe dare seguito di una nuova inchiesta nei confronti di Google, che è già indagato per abuso di posizione dominante.

Spotify, dati utenti sotto attacco

Gli account del sito Spotify, uno dei più noti per ascoltare la musica in streaming, potrebbero essere stati violati da alcuni hacker.

In rete, infatti, sarebbero stati ritrovati i dati di molti utenti, centinaia secondo il sito TechCrunch che ha diffuso per primo la notizia. Dati sensibili come Paese di provenienza, nome e cognome, tipo di utenza e mail sono stati diffusi online, violando in questo modo la privacy degli utenti. Fra i dati diffusi vi sarebbero persino le password. Dal canto suo, Spotify sostiene che non vi è stata alcuna violazione dei dati degli utenti e che è tutto al sicuro.

Se la notizia si rivelasse vera, non sarebbe certamente la prima volta che Spotify viene violato: nel 2014 infatti si era verificato un fatto di questo tipo.

Alcuni utenti del servizio di musica streaming hanno detto che i loro account presentano delle variazioni non fatte da loro, musiche aggiunte, e che alcuni sono stati anche “gettati fuori” dal servizio mentre ascoltavano la musica online.

Il sito dove sarebbero comparsi i dati hackerati degli utenti del servizio sarebbe Pastebin. Oggi come oggi Spotify conta almeno 30 milioni di utenti paganti e un simile attacco potrebbe condizionare seriamente la permanenza di alcuni di loro sul servizio.

La tastiera Word Flow è disponibile per iOS

La tastiera Word Flow molto utilizzata (ed amata) dagli utenti di Windows Phone, viene ricreata per gli iPhone.

Quest’idea proviene da “Microsoft Garage”, sito dove i dipendenti Microsoft pubblicano applicazioni ancora in fase di “testing” (sperimentazione).
La Apple ha cercato potenziali beta-tester per provare la tastiera, specialmente utenti in possesso di iPhone 5s e modelli successivi.

Questo è il messaggio inviato agli iscritti di Windows Insider per trovare beta-tester:

La tastiera Word Flow è stata a lungo una delle caratteristiche piu’ apprezzate su Windows Phone ed è stata utilizzata per stabilire il Guinness World Record per la scrittura piu’ veloce di sms. Ora stiamo lavorando per estendere questa tastiera ad altre piattaforme, a partire da iOS. Prima di rilasciare pubblicamente questa tastiera su App Store, ci piacerebbe dare a voi Insiders un’anteprima. Con il vostro feedback, costruiremo una roadmap dei miglioramenti per la tastiera nel corso del tempo.

Il funzionamento della tastiera Word Flow è molto simile a tastiere come Swype, ovvero consiglia parole in base alla maniera di scrivere dell’utente, inoltre la versione per iOS aggiunge nuove funzionalità ancora non disponibili per Windows Phone, come personalizzare lo sfondo ed impostare la modalità per essere utilizzata con una mano sola.

Dogspectus, un nuovo pericoloso ransomware per Android

Dogspectus è il nome del nuovo ransomware che prende di mira i dispositivi con sistema operativo Android, segnalato da Blue Coat Labs, un’azienda di sicurezza informatica statunitense.

Ma che cos’è un ransomware? Un ransomware è un particolare tipo di virus (ovvero programma dannoso per sistemi informatici), la sua principale caratteristica è che agisce bloccando o criptando il dispositivo (smartphone o desktop che sia) della vittima, e richiedendo un pagamento per poterlo riavere indietro.

Spesso non bisogna fidarsi, perché il cracker (criminale informatico) che ha creato il virus potrebbe non sbloccarlo a pagamento ricevuto. In ogni caso, chi possiede uno smartphone con installato Android 5.0, 6.0 o Android N può stare tranquillo, dato che questo ransomware colpisce solo i sistemi Android 4.x e versioni inferiori.

Il potenziale di Dogspectus sta nel fatto che si installa senza bisogno di alcuna interazione dell’utente, ma viene diffuso tramite alcune pagine web malevole, poi ci pensa uno script Javascript ad installare l’applicazione senza che tu te ne accorga.

Una volta installata, chiede un pagamento di 200 dollari, da pagare con 2 carte regalo iTunes da 100$, oppure 4 carte da 50$. Le pagine che diffondono il virus sono ancora sconosciute, ma quel che si sa è che si tratta esclusivamente di siti per adulti.