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Aperta inchiesta UE nei confronti di Android: ecco il perché

L’inchiesta Android sta per concludersi, e questo potrebbe significare l’apertura di una procedura legale. Stiamo parlando dell’inchiesta che l’autorità antitrust dell’Unione Europea ha aperto, almeno un anno fa, nei confronti di Android, il famoso sistema operativo di Google utilizzato per i cellulari nonché il più diffuso nel mondo.

L’inchiesta riguarda l’abuso di posizione dominante che l’azienda avrebbe tenuto sul mercato. L’avvicinarsi dell’apertura di un procedimento legale sembrerebbe filtrare dalle parole di Margrethe Vestager, il commissario europeo della concorrenza, che ha sostenuto che l’Unione Europea, nella persona delle autorità competenti, deve assicurarsi “che le grandi compagnie non provino a proteggere loro stesse frenando l’innovazione”.

Sarebbe questo il motivo per cui l’osservato speciale è proprio Android, il sistema di Google. Come se non bastasse, l’apertura dell’inchiesta affiancherebbe quella già aperta nei confronti di Google, sempre per la stessa identica accusa: abuso di posizione dominante. Se venisse accolta la richiesta dell’accusa, la multa che Google rischierebbe sarebbe immensa: in entrambi i casi una sanzione che corrisponde al 10% del fatturato.

La faccenda, in poche parole, sembra farsi davvero seria per l’azienda statunitense, che era già nell’occhio del ciclone per l’inchiesta precedente e adesso rischia una multa dal valore economico tutt’altro che indifferente.

Youtube: via all’audio spaziale e alla diretta streaming

Anche YouTube, la più popolare piattaforma di raccolta video del mondo, non vuole restare indietro nella corsa verso le nuove tecnologie. YouTube, dopo Facebook, ha deciso di aprire le proprie porte alla diretta streaming a 360 gradi ed all’audio spaziale dei video.

Perché probabilmente la mancanza della possibilità di streaming è sempre stata una grande pecca dell’efficientissimo canale dei video e, come anche il Product Officier di YouTube, Mohan, ricorda, ognuno sogna di vedere le proprie passioni in diretta. Che si tratti di un evento sportivo, di un concerto, o di qualsiasi altra cosa. I video a 360 gradi, continua Mohan, possono essere un grande passo avanti per portare gli spettatori (assieme allo streaming) proprio nel luogo dove vorrebbero essere.

La nuova tecnologia dei video a 360°, lanciata nel 2015, è di fatto stata utilizzata da moltissime personalità del web. Ma il primo grande test di questo tipo di video lo vedremo durante il festival di Coachella, che sarà seguito da milioni e milioni di persone.

Per ottenere un simile risultato, YouTube ha lavorato con altre società del settore, per riuscire a rendere compatibili le riprese e l’audio spaziale ed offrire la migliore esperienza possibile ai visitatori virtuali.

Casino online e legalizzazione, statistiche con segno più grazie alla licenza AAMS

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Fino a poco tempo fa, l’Italia conservava una politica assai restrittiva in ciò che riguardava il gioco d’azzardo. Erano considerate legali solo alcune forme di scommesse sportive, come il Totocalcio oppure il blasonato lotto e tutte le lotterie sottoposte a Monopolio di Stato. Il gioco al casinò rimaneva circoscritto ad alcune zone del territorio, come Sanremo e Campione d’Italia.

Grazie alla diffusione di internet, il gioco d’azzardo ha subito un epocale riorientamento che è partito proprio dalla presenza dei casinò online, che si sono prepotentemente imposti sul panorama del gioco d’azzardo italiano. Per sconfiggere la crisi che da qualche anno stava incrinando il sistema delle scommesse e delle giocate, i grandi operatori si sono buttati a capofitto sul marketing dei casinò online. La loro presenza, spinta dalle campagne di propaganda dei colossi del settore, non poteva passare inosservata ai piani alti. Gli addetti ai lavori ne hanno richiesto quindi la legalizzazione, mossa che ha permesso al Governo stesso di raccogliere tutte le entrate fiscali derivanti dalla tassazione delle scommesse.

Dopo la Gran Bretagna, storica apripista della legalizzazione dei casinò online, anche l’Italia ha cominciato a legalizzare il gioco d’azzardo in rete, a partire dall’estate 2011, quando ancora l’Italia era guidata da Silvio Berlusconi. Da quel momento in poi, i casinò online hanno potuto chiedere la propria licenza a AAMS e iniziare a operare legalmente in Italia.

A tutt’oggi, i casinò con licenza AAMS, offrono centinaia di giochi che spaziano dal poker alle slot. È il caso anche di Casino.com Italia, che a seguito dell’ottenimento della licenza ha ottenuto un nuovo ingresso nel panorama del gioco d’azzardo in rete. La legalizzazione del gioco d’azzardo online ha quindi aperto un varco sulle giocate di nicchia, che solo qualche anno fa dovevano essere effettuate solamente in luoghi fisici e specifici. Dati alla mano, l’incremento delle giocate effettuate nei casinò online è stato del 150% dal 2009 al 2011, con un ottimo 37% segnato nel 2011, anno della legalizzazione. La crescita è rimasta costante anche per gli anni più recenti, facendo segnare un bel segno più su tutte le giocate effettuate in rete.

Si potrà chattare anche al cinema: ma siamo davvero così phone-dipendenti?

Il cinema è sempre stato considerato una sorta di zona franca dalla presenza di smartphone ed altri aggeggi tecnologici. Il motivo? Sembra logico che dopo aver pagato un biglietto nessuno abbia voglia di chattare con gli amici e soprattutto gli altri spettatori non vogliano essere disturbati da luci inutili e moleste. Ma anche questa regola di comportamento sta per finire, sembrerebbe.

Il CEO di AMC, American Movie Classic, infatti, ha fatto una proposta: quella di istituire delle sale cinematografiche che siano phone friendly, ovvero aperte a quel genere di persone che sembra non riescano a staccarsi dal loro smartphone neppure per il tempo di guardarsi un film. L’iniziativa ha ovviamente uno scopo commerciale, ma fa riflettere sul rapporto che molte persone (giovani e non solo) hanno con il proprio telefonino. Davvero non si riesce a rimanere senza uno smartphone neppure per un’ora e mezza, nonostante si abbia pagato per entrare a vedere un film? Beh, sembrerebbe proprio che qualcuno non ce la possa fare.

Adam Aron, CEO di Amc, è convinto che così si possano portare più giovani vicino al grande schermo. Ok, ma per vedere il nuovo film o per chattare con gli amici, cosa che potevano fare tranquillamente anche a casa?

Quanti batteri ha il tuo smartphone o pc?

Lo sapevi che molto probabilmente il tuo smartphone e il tuo pc sono più ricolmi di batteri di una toilette pubblica? No? Sebbene la cosa possa sembrare esagerata, è proprio così. Batteri insidiosi infestano i nostri moderni compagni di ogni giorno, che sono fra gli oggetti più sporchi in assoluto. Un vero e proprio ricettacolo di poco simpatici batteri invisibili all’occhio, ma ben presenti. Tocchiamo il nostro smartphone almeno 150 volte al giorno, ovviamente senza lavarci le mani, e lo appoggiamo ovunque. Ma quali sono i batteri più diffusi fra i telefonini ed i notebook?

Innanzitutto la Pseudomonas aeruginosa, una delle più presenti. E delle più insidiose: riesce a resistere anche agli antibiotici.

Il clostridum difficile, invece, provoca diarrea, ed irritazioni al colon. Non si riesce a debellare neppure disinfettando la superficie dello smartphone.

Staphylococcus aureus: diffusissimo anch’esso, e altrettanto difficile da debellare come gli altri. Gli Staffilococchi coagulasi negativi provocano il 30% delle infezioni del sangue, sono batteri che è facile incontrare in ospedale (e sul proprio smartphone).

Ma come evitare un simile annidamento sul proprio smartphone? Semplice: lavatevi sempre le mani, con sapone e acqua abbondante, specie dopo essere stati sui mezzi pubblici, e pulite con amuchina lo smartphone (senza farla penetrare all’interno).

La tecnica Google contro il “click” a tradimento

Si chiama Clickjacking, ed è il fenomeno piuttosto noto del re-indirizzamento dei click degli utenti, vale a dire la modifica (spesso e volentieri fatta a regola d’arte) di un sito web, nel quale l’utente naviga tranquillamente e consapevolmente senza sapere che scorrendo il mouse sta cliccando su degli annunci pubblicitari mimetizzati.

Click fraudolenti, vere e proprie mini truffe dato che da ogni click i proprietari del banner pubblicitario ottengono guadagni. Google, da sempre in prima linea per evitare che blogger furbetti utilizzino metodi di guadagno poco etici e molto fraudolenti, ha annunciato una stretta di vite contro questo giro così diffuso.

Il nuovo sistema che Google sta testando analizza il web e, quando individua un tentativo di questo imbroglio, analizza il traffico ad esso attribuito, e dopo di che lo toglie dai report del pagamento. Come dire: i click fatti dagli utenti in questo modo non vengono conteggiate nella retribuzione, appunto perché fatti sostanzialmente a tradimento. A spiegare il nuovo metodo anti frode è stato Andres Ferrate, che lavora per la Big G. Sono davvero numerose le tecnologie che Google utilizza per evitare questo genere di frodi, sempre più diffuse e sempre più sofisticate per non generare sospetti negli internauti. Va bene la pubblicità, però corretta.

Come sarà Facebook nel futuro?

Come sarà il social network più famoso del mondo nel futuro? Facebook proseguirà nella sua strada del successo o conoscerà anch’esso una crisi? Intanto, Zuckerberg spera e pensa in grande. Per questo ha illustrato quello che egli, co-fondatore e CEO del social network, pensa essere il futuro della sua creatura. Innanzitutto il primo obbiettivo, quello di “connettere il mondo”, è già in parte riuscito, con oltre 1 miliardo e 600 milioni di utente. Ma nei prossimi dieci anni il social network potrebbe essere molto di più di un guscio che contiene notizie.

Realtà virtuale ed intelligenza artificiale: ecco i due prossimi obbiettivi di Facebook. Facebook Surround 360 è una videocamera che dall’aspetto ricorda un UFO, usa 17 videocamere e grazie a degli algoritmi riesce a creare video nitidissimi e ad alta risoluzione, praticamente un background della realtà virtuale e della realtà aumentata. E non dimentichiamo che due anni fa, nel 2014, Facebook ha acquistato Oculus.

Tra una decina d’anni, Zuckerberg ha sostenuto, i dispositivi della realtà aumentata saranno diffusi come oggi gli smartphone. E Facebook sarà in prima fila.
Per quanto riguarda l’intelligenza artificiale, Facebook punta sui BOT e vuole rendere questo aspetto sempre più integrante nella dinamica del suo social.

WhatsApp diventa un piccolo Office. Ecco i documenti che potremo inviare

WhatsApp continua ad evolversi in maniera straordinaria. I suoi autori hanno probabilmente compreso l’enorme potenzialità di questo strumento, e proprio per questo la più popolare app di messaggistica del mondo va evolvendosi come non mai. Fra tutte le funzioni che si stanno aggiungendo, ricordiamo che fra qualche giorno gli utenti di WhatsApp potranno inviare, per mezzo dell’app, i vari documenti di Microsoft Office.

Il co-fondatore dell’app di messaggistica, Koum, ha annunciato ufficialmente questa novità nel corso di un’intervista: l’aggiornamento di WhatsApp permetterà agli utenti di scambiarsi e condividere file di Word, di Power Point e di Excel senza doverli prima convertire in PDF. Un aggiornamento molto atteso, quello di cui stiamo parlando, e che dovrebbe arrivare a giorni per iOS, mentre si dovrà aspettare ancora qualche settimana per aggiornare le funzioni su Android.

Grazie all’aggiornamento di WhtasApp gli utenti potranno condividere fra di loro file di formati quali doc, docx, ppt, pptx, xls, xlsx e csv. Una volta che si avrà ricevuto il file, lo si potrà aprire con le apposite app o funzioni del telefono. Il formato PDF è già storia vecchia, da oggi WhatsApp si trasforma in un mini-Office che permette di scambiarsi tutti i documenti che si desidera nel più semplice ed immediato dei modi.

Chi è l’hacker che ha sbloccato l’iPhone del killer?

La domanda ha smesso di essere sui giornali, ma non per questo diventa meno interessante. Nell’ambito della controversia fra FBI e Apple per ottenere i dati personali del terrorista, dati che erano contenuti appunto sul suo iPhone, l’FBI (stante la mancanza di collaborazione da parte di Apple) aveva deciso di fare da sola. Ma come? Si era parlato di una società israeliana che era riuscita a trovare un bug e ad entrare nel sistema, ma probabilmente a scoprire la falla della sicurezza era stato uno (o più) Hacker che, come tali, hanno anche ricevuto una ricompensa.

Fonti vicine al caso hanno riferito che sarebbe stato un hacker a scoprire la falla nel sistema di sicurezza dell’iPhone, e che sulla base di questa scoperta è stato possibile creare un software che ha fatto leva sul bug per poter definitivamente entrare all’interno dello smartphone. Infatti, senza questo sistema, sarebbe stato pressoché impossibile riuscire ad entrare all’interno dell’iPhone indovinando il codice di quattro cifre che ne costituisce la password.

Ma la parte più difficile della situazione non era trovare il PIN, bensì disattivare la funzione che, nel caso di dieci tentativi falliti di ingresso, cancella i dati disponibili sul telefono. Adesso è l’FBI ad avere il coltello dalla parte del manico e a dover decidere se rivelare o meno alla Apple le sue falle.

Facebook ha stancato. Ecco perché

Facebook ha davvero stancato i suoi utenti, e sta perdendo popolarità. Sembra assurdo fare queste considerazioni, ma è proprio così: la vera croce del social network più popolare del mondo è proprio la sua popolarità. La sua diffusione, ormai esponenziale, che ha reso questo social un mezzo di condivisione di molte (troppe) informazioni personali, sul quale oggi si possono trovare quasi tutti.

Non solo compagni di classe e amici, ma anche nonni e parenti non più giovanissimi. Facebook ha perso il suo appeal perché è sempre troppo, perennemente affollato. A dirlo sono i dati che mostrano un calo del colosso statunitense. -21% nella pubblicazione di contenuti personali su Facebook, un trend che fa riflettere. La gente si è stancata di pubblicare le propri informazioni sul web? La condivisione dei social è diminuita almeno del 5,5% e solo il 39% degli utenti aggiorna il proprio diario con contenuti personali e non con post riciclati dal web. Facebook sta fronteggiando la maggiore crisi da quando si è sporto nel mercato del web.

Gli utenti stanno cominciando a non usare più attivamente questa vetrina delle persone. E siamo a quota 1,6 miliardi di iscritti, però sempre meno attivi sui social.
Senza contare che sempre più gente teme per la sicurezza, pubblicando stati personali. L’inizio della fine?