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Cos’è il network marketing? In cosa consiste?

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NETWORK MARKETING

In Italia il network marketing può essere considerato relativamente giovane, ma questo sistema di lavoro nasce negli anni’ 30 negli Stati Uniti, dove presto si afferma come una delle maggiori tipologie di lavoro autonomo. Sì, perché il network marketing non può essere considerato una tipologia di lavoro subordinato e nemmeno dipendente.

Molti studi sono stati realizzati in materia e da essi è possibile comprendere che questa tipologia di distribuzione è sicuramente più diffusa nei paesi nordici e negli Stati Uniti rispetto alla zona del bacino del mediterraneo. Questo aspetto è abbastanza comprensibile, in quanto la cultura commerciale italiana non si basa sulla vendita porta a porta ma su un sistema ben definito di spazi adibiti alla vendita e al commercio. Nei paesi nativi di questa tecnica, le persone sono educate a conoscere e a rispettare la vendita su base di network e quindi le capacità di successo di questa tipologia di lavoro sono infinitamente più alte. Anche in Italia le cose stanno però mutando e il network marketing sta subendo un’evoluzione in termini di addetti e di aziende operanti molto significativa. Vediamo assieme cos’è il network marketing e quali sono le sue caratteristiche peculiari, per comprendere appieno la sua natura e i suoi lati positivi e negativi.

NETWORK MARKETING: DI COSA SI TRATTA?

Il termine ‘net’ in lingua inglese significa ‘rete’, mentre tutti noi conosciamo la parola marketing come metodo di diffusione di prodotti e di servizi ai fini della vendita. L’unione delle due parole da vita quindi ad una rete di marketing, dove la stessa sta ad indicare l’insieme delle persone coinvolte nello stesso progetto. Per comprendere cosa sia il network marketing si può partire dai suoi esordi, ovvero nel 1934 in America. La prima azienda che iniziò ad operare con questa metodologia trattava integratori alimentari e si chiamava Nutrilite.

Il sistema di vendita non passava dal produttore al negozio fino a raggiungere il consumatore, ma saltava l’intermediario commerciale strutturato, offrendo la possibilità a venditori indipendenti di commercializzare in autonomia il prodotto. Ad esempio il signor Smith, affiliato alla rete di network marketing Nutrilite nel 1934 si sarà impegnato a distribuire i prodotti aziendali ad amici, parenti, conoscenti e ad ampliare la sua rete di vendita con il passare del tempo, fino a raggiungere un bacino di potenziali clienti che gli assicurasse di ‘portare a casa’ lo stipendio mensile. Alla base del network marketing esiste quindi un’azienda, la quale si occupa spesso di commercializzare beni di largo consumo.

Esempi classici si basano sulla produzione e sulla successiva commercializzazione di integratori alimentari, di cosmetici e di attrezzatura per la pulizia della casa. Dagli aspirapolvere fino ai materassi, dai panni cattura polvere fino ai detergenti per la casa, i prodotti solitamente trattati dal sistema di network marketing sono dedicati ad un pubblico ampio ed eterogeneo. In questa scelta risiede probabilmente il successo del sistema, in quanto non stiamo parlando di prodotti di nicchia, ma di forniture che ognuno di noi necessita. La scelta di acquistare mediante questa tipologia di vendita interessa però molti fattori. Analizziamoli in dettaglio, per comprendere quali essi siano.

NETWORK MARKETING: I BENEFICI PER CHI ACQUISTA

Le aziende che operano nel network marketing non distribuiscono i loro prodotti in centri ‘fisici’, ma si affidano al lavoro delle persone affiliate. Di conseguenza, chi acquista può contare su un punto di riferimento formato alla perfezione e in grado di consigliare i prodotti migliori per le sue esigenze. I prodotti che interessano questo sistema sono solitamente di alta qualità, sia nelle materie prime che nella componentistica. Il servizio di assistenza è spesso celere e presente, per cui l’acquisto diventa più sentito, vicino e sicuramente meditato. In casi speciali, il venditore si occupa di visitare il cliente e di consegnare personalmente la merce. Questo aspetto si traduce in una comodità assoluta per le persone che non hanno tempo a disposizione oppure che non amano recarsi nei punti vendita per effettuare i propri acquisti.

NETWORK MARKETING: I BENEFICI PER GLI AFFILIATI ALLE VENDITE

L’azienda che si occupa di network marketing ‘incarica’ i suoi venditori di operare in una certa zona geografica. In che modo? Innanzitutto formandoli sulle caratteristiche del prodotto mediante corsi di formazione, web binar e altri metodi che possono variare a seconda delle scelte aziendali. Una volta formati, i venditori possono iniziare a proporre i loro prodotti a chi desiderano, siano essi amici, parenti o conoscenti. La distribuzione può avvenire mediante diverse tipologie. Questo è il fulcro, la parete divisoria che aiuta a comprendere quando un sistema di network marketing sia positivo o possa rivelarsi un sistema vicino alla truffa. Le aziende serie non impongono ai venditori l’acquisto di grossi quantitativi di materiale e spesso offrono un kit di prova che aiuta loro a conoscere personalmente il prodotto. In base agli ordine ricevuti, i venditori effettuano a loro volta l’ordine all’azienda e vengono retribuiti in base ad una percentuale sulle vendite realizzate.

Nella maggioranza dei casi i venditori devono anticipare i denari necessari per acquistare i prodotti, ma il cliente che ha effettuato l’ordine li ripagherà, aggiungendo anche il valore aggiunto che deriva dalla vendita, il quale è solitamente immediato. Vediamo un esempio pratico, per comprendere al meglio come funzionino le vendite. Il Sign. Mario rossi si occupa di vendere con sistema di network marketing degli integratori alimentari. La sua cliente Signora Bianchi effettua un ordine di 1 confezione di integratore, il cui prezzo finale è di 50 euro. Il signor Rossi acquisterà la confezione dall’azienda produttrice a, mettiamo il caso, 30 euro, anticipandoli di sua tasca. Una volta che il signor Rossi consegnerà la confezione alla signora Bianchi egli riceverà 50 euro, quindi si vedrà corrisposta la sua provvigione in tempo reale.

Questo esempio non è valido per tutte le aziende, in quanto ognuna opera con modalità diverse. Queste modalità interessano anche l’avanzamento di carriera, il quale è spesso meritocratico e si basa sulle vendite eseguite. La chiave di tutto si incontra nella possibilità di affiliare agli stessi venditori degli altri venditori, i quali sono gerarchicamente posti sotto il loro controllo. Cosa succede a questo punto? L’azienda riconoscerà provvigioni sia sul venduto personale, ma anche su quello delle persone che si sono affiliate.

Il guadagno diventa quindi esponenziale e può tradursi in una rendita a lungo termine. Anche questo aspetto deve essere analizzato con la massima attenzione, in quanto esistono aziende serie che operano con il multi level marketing in modo trasparente e ve ne sono altre che invece mirano solamente a ricavare guadagni immediati, abbandonando i loro lavoratori al proprio destino. A conti fatti, i benefici per chi sia affilia alla rete di network marketing consistono nella possibilità di ricavare il guadagno personale dalla vendita e di fruire delle percentuali ricavate dalla vendita delle persone affiliate sotto di esse. A ciò si deve aggiungere la possibilità di lavorare in autonomia e quindi di non avere scadenze fisse. In altri termini, quanto più ci si impegna tanto più si guadagna. Questa è la regola universale del network marketing e la chiave del successo che può garantire soddisfazioni economiche di sicuro interesse.

Addio a René Burri, suo il celebre scatto al Che

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rené burri che guevara

È stato uno dei fotografi più noti del mondo, e presidente dell’Agenzia Magnum. Eppure, il nome di René Burri è legato indissolubilmente, nell’immaginario collettivo, a un unico scatto: quello che il fotografo fece a Ernesto Che Guevara nel gennaio del 1963, ritraendo il personaggio con il suo inseparabile sigaro. Un’immagine (forse) seconda solo a quella scattata da Alberto Korda, e che ha contribuito a diffondere nel mondo l’immagine del rivoluzionario argentino e delle sue imprese.

Eppure, nonostante questo legame a doppio filo con la figura del Che, è bene ricordare che René Brurri è stato uno dei più grandi fotografi del Novecento, in grado di immortalare come pochi alcuni dei personaggi più celebri del Novecento come Picasso, Giacometti, Le Crobusier, e ancora attrici e attori di Hollywood e d’Europa.

Nato a Zurigo nel 1933, Burri iniziò prestissimo ad appassionarsi di fotografia, pittura e cinema, e frequentò la locale scuola d’arte al fine di coltivare, fin dalla gioventù, le proprie passioni. L’ingresso nel mondo professionale avviene a 22 anni, quando realizza un reportage per l’agenzia Magnum Photos. Nel 1959 diventa fotografo di reportage in giro per il mondo per la stessa agenzia: in uno di questi viaggi, immortalò il Che in una delle immagini più replicate del mondo.

Nel 1982 diventa quindi presidente della Magnum Photos, agenzia per la quale ha lavorato per quasi tutta la vita. Poco prima della morte, il fotografo ha donato il suo archivio con 30 mila scatti al museo dell’Eliseo di Losanna.

Twitter lancia un nuovo aggiornamento con alcune novità

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twitter

Confrontarsi con applicazioni multifunzionali, rapide e di continuo utilizzo non è un gioco da ragazzi. Neanche se sei uno dei social network più utilizzati negli ultimi anni. Sì perchè il social dei cinguettii, Twitter per l’appunto, vuole migliorare un aspetto ancora in ombra della sua app.
L’intenzione, comunicata dall’amministratore delegato Dick Costolo, non è quella di fare battaglia ai vari Whatsapp, Snapchat, Facebook  Messenger. Piuttosto, rendere l’esperienza dei messaggi diretti in Twitter più semplice e coerente in modo da invogliare gli utenti ad usufruire maggiormente di questo servizio.

Se state pensando alla possibilità di inviare DM, messaggi diretti, anche a persone che non sono nostri follower mi dispiace ma siete fuori strada. L’intenzione dello staff Twitter è quello di offrire una gestione dei messaggi diretti migliore. Questo prevede, quindi, anche l’accesso all’intera cronologia e l’eliminazione facilitata degli stessi.

Questo andrebbe a creare un rapporto più coerente fra l’app, installata su tablet e smartphone, e il sito, accessibile dal PC. Inoltre, migliorando la gestione dei DM in modo da avvicinarsi, senza invadere, al campo della messaggistica istantanea l’azienda capitanata da Jack Dorsey vedrà incrementare il traffico generato sui suoi server.
La concorrenza spietata di Whatsapp, in particolar modo dopo l’acquisizione da parte del team Zuckerberg, non può essere sottovalutata. Ed è per questo che ogni altra società proprietaria di social, come Facebook prima e Twitter ora, deve migliorare al meglio i suoi servizi.

Apple lancia Yosemite

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apple yosemiteLa Apple proprio non ne vuole sapere di frenare la sua corsa. Consapevole dell’alta qualità dei suoi prodotti, va avanti spedita verso nuovi soluzioni e migliorìe.

Ed ecco, quindi, che lanciano sul mercato la versione beta di Yosemite. Con il nome del parco della Sierra Nevada, il nuovo sistema operativo presenta novità sia sul piano grafico che sul piano dei contenuti.

Per quanto riguarda la grafica a primo impatto ricorda molto iOS7 ma, guardando più nello specifico, possiamo notare una differenza nelle icone. Infatti ora risultano più semplificate, vediamo anche la presenza di più animazioni e trasparenza. Inoltre, è stata inserita la modalità dark mode, utilizzabile da tutti quegli utenti che mal digeriscono i colori troppo accessi che caratterizzano i prodotti Apple.
Andando sul piano del contenuto, Yosemite presenta l’arrivo di tre funzioni di cui sarà impossibile fare a meno: Handoff, Maildrop e iCloud drive.

Handoff. Grazie a questa funzione, il Mac assumerà le veci di un telefono. Sì perchè tramite il Mac sarà possibile trasferire e gestire la rubrica e i messaggi SMS, non come una semplice sincronizzazione! Inoltre, qualora su sun social dovessero trovarsi dei numeri di telefono, sarà possibile effettuare la chiamata direttamente dal Mac e poi trasferirle sull’ iPhone. Funzione, questa, che poco tempo fa era solo fantascienza.

Maildrop. È un semplice programma di gestione delle mail ma, a differenza degli altri, con Maildrop sarà possibile gestire le mail con allegati molto pesanti…fino a 5 GB. Grazie a questa funzione si potranno accantonare i siti host per lo scambio dei file personali.

iCloud. Un solo programma che permette di archiviare e gestire i file fra i diversi dispositivi.

Anche questa volta la Apple ha pensato ad un aggiornamento mirato alle reali esigenze della clientela, incrementando e migliorando i servizi di condivisione fra i dispositivi marchiati mela.

Come recuperare foto e video eliminati su Snapchat

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snapchat recuperare foto

Snapchat, servizio di messaggistica istantanea temporanea, offre la possibilità ai suoi utenti di inviarsi messaggi contenenti foto e video che prevedono l’autodistruzione esattamente 10 secondi dopo dall’apertura del messaggio stesso. Appurato che, data la scarsità di tempo, è quasi impossibile fare degli screenshot, siamo sicuri che questi file vengono eliminati definitivamente dagli smartphone?

Che si tratti di iPhone o Android, l’applicazione nelle sue prime versioni presentava dei bug che consentivano, attraverso l’ausilio di altre app come Snapgrab, Snapcapture e – successivamente- Dumpster, di andare a scovare nelle cartelle dei file temporanei i file resi invisibili (facilmente riconoscibili grazie all’apposita estenzione .nomedia). Seppur questi tipi di bug sono stati risolti, l’applicazione continua a presentarne altri precisamente in una parte del codice.

Grazie al codice fornito dal sito GitHub Gist (https://gist.github.com/jamescmartinez/6913761) è possibile decifrare i file JPEG, quindi le foto, e i file video in pochissimi secondi. Il tutto grazie all’ausilio di un sito esterno come AES ) che permette l’inserimento del codice e la decriptazione dei file.

Questo tipo di falla all’interno del codice, seppur segnalata agli sviluppatori di Snapchat, non è mai stata risolta in quanto l’obiettivo primario dell’applicazione, a detta degli Snapchat Inc, riguarda l’intrattenimento e lo scambio di messaggi innocenti. Andare a riparare la falla, quindi, non è di loro interesse in quanto non è un problema che va ad intaccare la sicurezza dell’applicazione né tantomeno dell’individuo che ne fa uso.

Guadagnare su Facebook, come si fa?

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Facebook è diventato il social network più virale del web. Questo grazie, innanzitutto, ai numerosissimi iscritti ma il merito va anche alla facilità di visualizzazione e condivisione dei link e delle pagine fan.
Essendo, inoltre, il social network che produce più pubblicità in assoluto, viene da sé capire che le sue grandi potenzialità possono essere sfruttate non solo dai proprietari ma anche dagli utenti semplici. E come? Facile, basta essere i creatori di una Pagina Fan per iniziare a guadagnare.
I metodi di guadagni su e con Facebook sono principalmente due.

Metodo uno.
Poniamo il caso che possediamo un’azienda, un sito internet, un giornale o qualsiasi altra attività commerciale. Creando una Pagina Fan della nostra attività, invitando gli utenti a mettere il Like (Mi Piace), intrattenerli sulla medesima Pagina con aggiornamenti, consigli, rapporto diretto, risoluzione dei problemi, inserzioni pubblicitarie dei nostri prodotti, andremo a creare una catena virale che passerà da utente ad utente. Questa catena incrementerà gli iscritti sulla nostra Pagina. Inoltre, collegando la Pagina al settore Advertising di Facebook, ogni Like alla pagina e condivisione del contenuto si trasformerà in guadagno. Ergo, più utenti sono iscritti alla pagina, più interagiscono e più noi guadagniamo.

Metodo due.
Differentemente da quanto detto prima, ora poniamo il caso di avere una Pagina ma non sponsorizziamo nessun nostro prodotto. A cosa serve? vi chiederete voi. Collegandola al sito LinkStation ), previa registrazione sullo stesso, andremo a sottoscrivere delle campagne pubblicitarie per poi riportarle sulla nostra Pagina. In questo modo, ogni Like e ogni click si trasformeranno in guadagno. È possibile sottoscrivere più di una campagna così da interessare diverse fasce di utenti .

Sfruttare la viralità di Facebook è facile e conveniente perché ci permette di guadagnare rimanendo comodamente sul nostro social network preferito.

Arriva in Italia il Galaxy S5 Mini

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galaxy s5 mini

Chi è in cerca di uno Smartphone dalle dimensioni ridotte rispetto a quelle che tanto vanno di moda negli ultimi anni, probabilmente aspetta la versione “Mini” dei terminali di punta prodotti dal produttore nord coreano, Samsung.

Anche quest’anno non poteva mancare il Samsung Galaxy S5 Mini che, come i modelli precedenti, oltre alle dimensioni ridotte ha anche un prezzo più basso. Finalmente questo modello arriva nel nostro Paese alla cifra di 479 euro a partire da fine luglio. Il prezzo più “compatto” è giustificato anche da una serie di caratteristiche hardware che lo rendono un terminale di fascia media e non un portabandiera come il fratello maggiore: RAM da 1.5 giga, processore quad core con frequenza di clock da 1.4 ghz, fotocamera posteriore da 8 MegaPixel e anteriore da 2.1, memoria interna da 16 GB (espandibile mediante Micro SD card).

Caratteristiche di tutto rispetto, quindi, per questo ottimo terminale della corporation nord coreana.

Transformers: Rise Of The Dark Spark, anche per Wii U!

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I giganti di ferro sono pronti a combattere per il bene contro nuovi ed infernali robot. Dove? Ma Su Wii U. Tuttavia, questa rinascita dei robot non prevederà la consueta modalità “Escalation”! Non arriveranno, insomma, orde di nemici a raffica, da affrontare in cooperazione. E questo varrà sia per Wii U che per Nintendo 3ds.

Rise Of The Dark Spark uscirà il 24 giugno per Playstation 3, Playstation 4, X Box 360, X box One, Wii U e Pc. Way Forward sta progettando anche una version, come già anticipate, per 3Ds.

Si tratterà di un follow-up tra il live action in uscita al cinema ed i precedenti videogames della saga. Transformer Rise Of The Dark Spark ci mostra un mondo ricco di fazioni, alla ricerca di un’antica reliquia, assolutamente potentissima come la Matrice della leadership, The Dark Spark.

I giocatori potranno passare dai nobili autobots ai nefasti Decepticons per tutta la durata della campagna single-player. Il gameplay è come la saga ci ha già mostrato agile, con combattimenti, azione e guida di veicoli attraverso campi da combattimento aperti ed in vasta scala. Ma ciò che più vi colpirà saranno i conflitti dinamici.

Il gioco uscirà in concomitanza con l’uscita del film, ancora una volta diretta da Micheal Bay. Il film vedrà protagonisti: Mark Wahlberg, Jack Reynor, Nicola Peltz e Kelsey Grammer. Il film ricomincerà laddove è terminato il terzo capitolo. La minaccia dei Decepticons sembra debellata e gli autobot possono “ritirarsi”, lasciando il mondo alla sua ritrovata pace, ma sarà una nefasta ricerca di alcuni scienziati a portare alla luce la minaccia più potente di tutte, un’arma in grado di debellare la popolazione mondiale, se nelle mani sbagliate.

Epiche e titaniche lotte, tutti gli ingredienti del film, rispolverati nel nuovo capitolo della saga videoludica che ha appassionato adolescenti e non solo. Perché tutti torniamo un po’ bambini di fronte a macchine che si trasformano in robots potentissimi, con trasformazioni alla stregua di quelle dei mitici Power Rangers. La fantascienza non delude mai e la saga di Trasformers è particolarmente fertile, così fertile da, speriamo, far sì che le vendite della Wii U aumentino ancora esponenzialmente, lasciandola sul podio delle consolles portables più vendute del momento! E questa sì che sembra un’impresa titanica, altro che quella dei Transformers! Convenite con me?

Qualche notizia in più sull’iWatch

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 iwatch

Giorno dopo giorno, continuano a sovrapporsi le notizie più aggiornate sull’iWatch, il nuovo device di Apple che – secondo indiscrezione delle ultime ore – dovrebbe essere presentato all’inizio del mese di ottobre. Le stesse indiscrezioni del weekend affermano inoltre che sarà la Quanta Computer di Taiwan ad avviare la produzione dell’orologio intelligente della società di Cupertino già a partire dal prossimo mese di luglio.

Se quanto sopra era noto, è di particolare interesse scoprire che secondo le solite, bene informate, voci di corridoio, lo smartwatch di Apple dovrebbe definitivamente avere un display da 2,5 pollici e una forma rettangolare, un pò bombata, al fine di potersi adattare nel migliore dei modi al polso ed estendere il più possibile l’ampiezza del proprio display.

Pare inoltre confermato che disporrà del nuovo sistema operativo iOS8 con funzione Health, un’app per controllare e monitorare i dati biomedici.

Considerato che il prodotto è uno dei più attesi dell’anno e che alla data di presentazione ufficiale mancano ancora mesi, ci aspettiamo settimane di rumors, indiscrezioni, smentite e scoop. Continueremo a monitorare l’evoluzione preparatoria al lancio del prodotto, convinti che Apple possa realmente raggiungere gli obiettivi ufficiosamente dichiarati: 50 milioni di pezzi venduti nel corso del primo anno.

GT Study Day, un’opportunità da non perdere

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giorgio tave
Forse avrete già sentito parlare di Giorgio Taverniti, esperto di formazione SEO, e del GT Master Club che eroga corsi gratuiti e a pagamento in tutta Italia e on-line.

Giovedì 19 giugno si è tenuto uno dei tanti GT Study Day, questa volta a Reggio Emilia, e io ho avuto l’opportunità di parteciparvi. Temi caldi quelli all’ordine del giorno: il primo intervento è stato quello di Giorgio Taverniti incentrato su Google.

Una lunga panoramica di due ore dedicata alla storia di Google, all’uso della search e alla costruzione della serp e, infine, una conclusione sul futuro di Google. Poi è stata la volta di Luca Bove che ha illustrato come utilizzare al meglio Amazon e Ebay per vendere proficuamente on-line.

Ha chiuso magistralmente Anna Covone, esperta di grafica e video, con un intervento dedicato a Youtube e alla possibilità di vendere il proprio prodotto, pur non essendoci il tasto “Compra”.

Per tutti i SEO che vogliano mantenersi costantemente aggiornati (la formazione continua è tutto in questo mestiere!) partecipare agli eventi del GT Master Club è consigliatissimo. Ce ne sono numerosi gratuiti e, soprattutto, per alcuni di essi – come per La Settimana della Formazione – non è necessario essere presenti ma è possibile usufruire del corso in modalità Webinar, comodamente da casa.

Cosa volere di più?

Alessia Martalò