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Londra, continuano i negoziati con l’Unione Europea

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Continua l’impasse del Regno Unito: la sfiducia nei confronti del sistema europeo appare sempre più calzante e più intensa. Ieri i membri dell’Unione Europea hanno cercato una soluzione per ridefinire i confini di un accordo fra Londra e l’UE, per poi poter dare carta bianca al premier britannico sull’adozione di un referendum per permettere ai cittadini del Regno Unito di decidere se rimanere, o meno, all’interno dell’Unione.

Cameron si è mostrato deciso a combattere “per gli interessi del suo paese” e disponibile a concludere un accordo solamente se “buono”. Ma si è anche dimostrato deciso a non accettare nulla che non risponda alle necessità della nazione.

Il premier inglese aveva già illustrato, nel mese di novembre, le sue condizioni, fra le quali la possibilità di estromettersi da quella clausola contrattuale che prevede un mercato europeo sempre più stretto e a contatto, e inoltre ha richiesto il riconoscimento del mercato dell’Unione come “multi valutario”, sottolineando l’intenzione del Regno Unito di non adeguarsi alla politica monetaria europea.

Il testo è stato rinegoziato, ma la possibilità di porsi in accordo su temi così delicati ed infine alla base del concetto stesso di Unione Europea non sembra assai semplice. Il rischio che il Regno Unito, infine, volti definitivamente le spalle all’Unione c’è ed è concreto.

Inserita la prima mandibola artificiale a Padova

Nuovo primato medico, questa volta tutto italiano. A Padova è stata ricostruita, per la prima volta, una mandibola artificiale mediante trapianto su una paziente affetta da osteonecrosi.

La paziente soffriva di infezioni che impedivano la funzionalità fisiologica della mandibola, e che continuavano a causarle problemi di salute. A Padova si sono messi al lavoro gli esperti del reparto di Chirurgia maxillo-facciale, diretti dal professor Giuseppe Ferronato che ha seguito direttamente l’intervento con il suo team.

Si tratta di un’operazione unica per delicatezza e importanza.

La paziente ha subito l’innesto di una mandibola artificiale nel tempo record di quattro ore. La struttura in titanio, del peso di 26 grammi, è provvista di inserti per permettere l’ingresso naturale dei nervi e dei muscoli. Questa protesi ha sostituito buona parte della mandibola, compreso il mento, rendendo nuovamente possibile sia la masticazione sia la possibilità di parlare e di deglutire, e conferendo un aspetto normale al volto.

Questa singolare ed evoluta tecnica è stata progettata dai ricercatori di Padova in stretto contatto con ingegneri di un’azienda del Belpaese, e rappresenta un vero traguardo per la tecnica e la medicina.

Gennaio 2016, il più caldo di sempre

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Il gennaio del 2016 si è qualificato come il più caldo dal 1880, vale a dire da quando sono iniziate le misurazioni delle temperature dei mesi. Un record davvero disdicevole, che qualifica il clima del 2016 come anomalo fin dall’inizio.

I dati sono stati forniti dalla NASA, e la temperatura globale pare si stia innalzando di ben 1,13 gradi rispetto alla media del 1951-1980, quella presa in considerazione per l’analisi delle temperature medie.

Una situazione davvero critica, evidenziata da tempo dai meteorologi e dagli scienziati. Le conseguenze deleterie dell’aumento della temperatura sul globo possono essere molteplici: il surriscaldamento, lo scioglimento dei ghiacciai, la sofferenza di numerose specie animali.

L’innalzamento della temperatura è stato il più alto mai registrato nella storia, nonostante per già quattro volte si sia verificato un innalzamento della temperatura di un grado.

Una delle possibili cause del fenomeno potrebbe essere El Niño, la corrente che riscalda l’Oceano Pacifico, ma in ogni caso non è possibile attribuire la responsabilità di un così ingente cambiamento solamente ad esso.

L’80% dell’innalzamento di temperatura, secondo i ricercatori, è dovuto proprio al cambiamento climatico. Questa costante di riscaldamento potrebbe proseguire fino a che non verranno eliminati i combustibili fossili.

Toyota ritira 3 milioni di Suv per problemi alle cinture di sicurezza

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Tempi duri per le case automobilistiche. Anche la Toyota ha ritirato 2,87 milioni di SUV che aveva venduto in tutto il mondo. La motivazione? Si tratterebbe di un ritiro “precauzionale” semplicemente per evitare incidenti, in quanto i tecnici della casa automobilistica avrebbero rilevato un possibile problema alle cinture di sicurezza posteriori, che quindi potrebbero subire dei danni con il telaio in metallo in caso di incidenti.

Cinture di sicurezza non poi così sicure: ecco perché la Toyota ha optato per il ritiro di queste automobili dal mercato. In caso infatti di contatto fra il telaio e la cintura, laddove vi dovesse essere un incidente frontale, le cinture potrebbero tagliarsi e non trattenere più la persona, aumentando esponenzialmente il rischio di lesioni.

La Toyota ha parlato di una misura di prevenzione, e intanto ha già ritirato 1,33 milioni di SUV dal Nord America, almeno 625mila in Europa, 434mila in Cina e in Giappone 177mila.
Il modello interessato dal ritiro è il Rav4, che è stato realizzato tra luglio del 2005 e agosto del 2014, e il modello Suv Vanguard, prodotto fra il 2005 e il gennaio 2016 ma che sarebbe stato venduto e commerciato solamente in Giappone. Per la sicurezza degli automobilisti saranno effettuati i necessari test per smentire, oppure confermare, quanto ipotizzato dai tecnici della Toyota riguardo ai problemi alle cinture di sicurezza.

Austria: frontiere presidiate e “quota giornaliera” di migranti

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Nuove misure da parte dell’Austria per regolarizzare l’immigrazione e per disciplinare gli arrivi. Il paese introdurrà una quota giornaliera e una quota oraria, e anche delle recinzioni che saranno allestite ai valichi che permettono la comunicazione con l’Italia, come il Brennero e il Resia.

Questa notizia, confermata dal Governo austriaco nella persona del ministro degli Interni Leitner e di quello della Difesa, ha uno scopo ben specifico: quello di limitare gli arrivi in un paese che sostiene di aver raggiunto il massimo di ricezione.

La quota giornaliera e la quota oraria sono misure certamente destinate a far discutere nel paese ma anche all’estero, in Italia in primis. L’intensificazione dei controlli potrebbe creare un effetto valanga, vale a dire un’imitazione da parte di altri Stati. Queste dinamiche sono partire proprio dalla Svezia, che sostiene di non riuscire più a gestire il flusso di migranti e presidia i confini. 

Ben dodici, da parte dell’Austria, i varchi che verranno tenuti sotto controllo per limitare gli afflussi, con l’uso di polizia che dove necessario impedirà il passaggio a chi vuole entrare nella nazione, se servirà anche con la forza. Il problema delle migrazioni si pone con sempre più urgenza nel panorama europeo.

“Drones” dei Muse “Miglior album Rock” ai Grammy 2016

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I vincitori del miglior album Rock, ai Grammy del 2016, sono proprio i Muse con il loro noto e nuovo album “Drones“.

Un risultato davvero importante per tutti gli amanti del rock nel mondo, e che parla anche un po’ italiano: infatti Tommaso Colliva e Giovanni Versari hanno curato la produzione dell’album assieme a Mutt Lange, mentre Versari si è occupato del mastering dell’album. E il risultato è spettacolare: infatti questo Grammy è davvero molto ambito.

I Muse si portano a casa un riconoscimento di fondamentale importanza e il tutto con la collaborazione anche di due esperti italiani.

I Muse avevano deciso di affidare la cura dell’album a due eccellenze italiane, più precisamente presso lo studio di Giovanni Versari, chiamato “La maestà”. Ogni brano dell’album “Drones”, ad eccezione di “Dead inside” che è stato curato da Bob Ludwig, portano la firma di Versari. Un risultato davvero soddisfacente per una band ormai di fama mondiale come i Muse, un album ricco di sfumature nella migliore tradizione rock e un riconoscimento che è davvero importante anche per la qualità del Made in Italy che si conferma fra i migliori del mondo.

Nuovo attentato in Turchia, 7 militari morti

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Un nuovo attacco scuote la Turchia, anche questa volta un kamikaze. Giovedì mattina, sulla strada che collega la città di Diyarbakir a quella di Lice, una delle zone a più alta concentrazione di popolazione curda, è stata fatta saltare una mina che ha causato l’esplosione di una camionetta di militari. Sette i morti secondo le autorità turche, che hanno subito puntato il dito contro il PKK.

Altri militari sono rimasti feriti; i dettagli dell’attentato non sono ancora ben noti.

Nel frattempo Ankara sostiene di aver identificato l’attentatore kamikaze che si è fatto saltare in aria ad Ankara provocando la morte di ben 28 persone. Si chiamerebbe Salih Necar, e sarebbe membro dell’YPG, collaborante con il PKK. L’attentatore è morto nell’esplosione. Nel frattempo sono 14 le persone arrestate sulla base di questo attentato perché ritenute collegate alla tragedia e alle coalizione anti-turche che serpeggiano nei territori abitati dai curdi.

La comunità internazionale ha espresso la sua collaborazione contro il terrorismo, incluso il ministro degli affari esteri Gentiloni, che ha espresso solidarietà nel comune impegno fra Turchia e Italia nella lotta contro la violenza del terrorismo.

Obama a fine marzo a Cuba: ma non tutti sono d’accordo

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Storica decisione per il presidente Obama, il quale ha dichiarato che si recherà a Cuba entro la fine di marzo in una visita presidenziale ufficiale. La visita sarebbe l’ulteriore segno di un avvicinamento fra Cuba e gli Stati Uniti d’America, sancendo così forse la fine di quell’eterna rivalità fra queste due nazioni molto vicine eppure molto distanti fra loro in termini di rapporti politici.

Obama aveva già espresso la sua volontà di recarsi a Cuba l’anno scorso, seppure in termini generali, per trovare in una visita ufficiale il presidente Castro.

Non tutti però sono d’accordo con la decisione del presidente. I repubblicani hanno infatti reagito in maniera abbastanza negativa: in molti, fra cui Ted Cruz, hanno espresso una preoccupazione per questa intenzione, in quanto Castro sarebbe un dittatore, e durante il suo regime avrebbe oppresso la popolazione. Nessuna collaborazione quindi da parte di numerosi esponenti politici i quali considerano questa decisione “assurda”: anche Marco Rubio, politico cubano, è contrario. Vuole che le relazioni continuino, ma che vi sia uno sforzo di cambiamento anche da parte di Cuba, e una maggiore apertura verso una realtà democratica che segni una svolta col passato.

Lech Walesa accusato dall’IPN di essere stato una spia

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Sono davvero gravi le accuse che sono state rivolte al fondatore di Solidarnosc, il polacco Lech Walesa, vincitore del Nobel per la pace ed ex presidente polacco.

Egli è stato infatti accusato di aver collaborato con la polizia polacca ai servizi della dittatura comunista in un arco di tempo compreso fra il 1970 ed il 1976. A rivelare questi fatti è stato l’Istituto per la memoria nazionale, l’IPN, il quale ha dichiarato di essere in possesso di prove schiaccianti che confermebbero la colpevolezza di Walesa.

Walesa, dal canto suo, ha smentito come calunnia questa notizia, e si è detto disposto a provare la verità in tribunale.

Non è la prima volta che l’IPN muove accuse contro Walesa: è accaduto anche nel 2000, quando si era sostenuto che egli fosse stato un informatore della polizia polacca al servizio della dittatura sotto il falso nome di Bolek. Infine la sentenza dichiarò che i documenti presentati erano solamente un falso e archiviò il caso.

L’accusa si giova di nuovi documenti che l’IPN definisce certi e comprovati, e anche questa volta sembra proprio che i due avversari debbano tornare a scontrarsi in un’aula di tribunale per affermare la verità.

Crescita economia mondiale lenta: le stime dell’OCSE

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Crescita economica lenta, non solamente per l’Italia ma per tutto il mondo. È questo quanto sentenziato dall’Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo sviluppo: una fotografia impietosa sulla situazione economica mondiale. Anche l’Europa non naviga in ottime acque, e il PIL italiano crescerà di poco, meno comunque rispetto alla media degli ultimi anni.

Ma è l’intera economia mondiale a risentire degli effetti di una crisi che non è solamente europea.

Per l’anno 2016 la stima di crescita del PIL mondiale è del 3%, meno degli anni trascorsi. Al di sotto del 3%, lo ricordiamo, siamo di fronte a una recessione.

La crescita del 2016, prosegue l’OCSE, non sarà migliore di quella del 2015, e il tasso di crescita comunque seguirà un ritmo lento e tendente al ribasso. Dati deludenti, conferma l’OCSE, le economie emergenti rallentano e il commercio e gli investimenti si rivelano ancora una volta molto deboli.

La domanda è bassa, i mercati finanziari non si fidano. Il contesto mondiale dal punto di vista economico sta rallentando.

L’Eurozona perde punti, e anche per questo l’economia mondiale risente delle conseguenze della crisi. Secondo l’OCSE l’Europa dovrebbe puntare di più sulle soluzioni comuni, cercare di riformare la lentezza che investe le regole sull’economia comune. L’alto debito interno dei paesi europei è un vero e proprio freno all’economia, sentenzia l’OCSE.