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Ritorna “The voice of Italy”: non solo talento, anche personalità

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Dal 24 febbraio, ogni mercoledì sera, ritorna “The voice of Italy”, talent show dedicato proprio alla scelta della voce migliore d’Italia. Fra i giudici Emis Killa, Raffaella Carrà, Max Pezzali e Dolcenera, un team di esperti della musica del Belpaese. Conduce l’esuberante Federico Russo,

“The Voice” si muoverà lungo quattro puntate e mira a costruirsi un nome nel panorama dei talent show italiani, per non essere meno degli altri. Il direttore di Raidue Teodoli ha sottolineato che anche “The Voice” è un ottimo modo per lanciare i giovani talenti nel mondo dello spettacolo.

Ma come funzionerà questo talent quest’anno? Innanzitutto i giudici non potranno vedere i 21 concorrenti e dovranno sceglierli, nelle Battle invece essi potranno scegliere tre concorrenti che però dovranno esibirsi sullo stesso brano. Parità? Voglia di sfida?

Non solo: i coach potranno scegliere proprio quel concorrente che è stato eliminato da un altro giudice, per la prima volta nella storia dei talent show. Terminati i quattro live sarà possibile eleggere “The Voice”, dopo un’esibizione dal vivo con tanto di orchestra che decreterà finalmente il vincitore.

Ma, come ricorda Emis Killa, non è solo la partecipazione al talent a fare da trampolino: ci vuole anche tanta determinazione e personalità.

Confessa Defilippi: ha strangolato la professoressa Rosboch

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Ha confessato anche Gabriele Defilippi, dopo ore trascorse ad accusare il compagno Roberto Obert. Sarebbero loro gli assassini di Gloria Rosboch, la professoressa scomparsa il mese scorso ad Ivrea dopo una storia di truffa subita proprio dal suo ex allievo 22enne.
E infine Obert ha indicato dove avevano gettato il corpo dell’insegnante dopo averla strangolata: in una canaletta di scarico, fra i boschi di Rivara.

Defilippi ha infine ammesso, dopo settimane di negazioni e ritrattazioni, che non solamente era riuscito a truffare la donna facendosi affidare i suoi 187mila euro, frutto del risparmio di una vita intera, ma che aveva anche uccido la donna in macchina strangolandola e poi aveva raggiunto una discarica a Rivara dove aveva abbandonato il corpo. Intanto si valuta la possibilità di effettuare una perizia psichiatrica.

Defilippi ha anche detto che, quando il 13 gennaio aveva dato appuntamento alla professoressa per incontrarla di fronte alla sua scuola, voleva solamente restituirle i soldi. I dati in gioco, però, fanno pensare invece ad un omicidio premeditato, fattore che comprometterebbe ancora più gravemente la situazione del 22enne. Ma, come hanno detto gli inquirenti, “ci sono ancora numerosi aspetti da chiarire” in questa vicenda i cui tragici contorni, però, sembrano ormai essere già ben delineati.

Muore Umberto Eco, 84 anni: cambiò la cultura italiana

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Nella notte si è spento Umberto Eco, una delle menti più geniali e note della cultura del nostro paese. Semiologo e filologo, appassionato di conoscenza come non mai, erudito (“un pozzo di scienza”, lo definirebbe qualcuno) e sempre pronto a spiazzare i suoi lettori con aneddoti interessanti e pungenti.
Umberto Eco, che si è spento questa notte all’età di 84 anni nella sua casa di Roma, attorno alle 22:30, era molto di più dell’autore de Il Nome della Rosa.
Difficilmente la sua mente geniale potrebbe rimanere contenuta in uno schema predefinito.

Nato ad Alessandria nel 1932, Eco aveva prodotto numerosissimi saggi di semiotica, estetica e linguistica, delineandosi come un vero e proprio maestro del settore.
Laureato in filosofia nel 1954, aveva poi iniziato a scrivere opere letterarie.
Il successo era arrivato con il famosissimo romanzo “Il nome della Rosa” dal quale sarebbe stato tratto un’altrettanta famosa opera cinematografica, poi consacrato con “Il pendolo di Foucault”, nel 1988. L’ultima opera, “Anno Zero”, era stata pubblicata nel 2015.
Con Eco se ne va una fetta della nostra cultura migliore, quella sana ed ironica, profonda e sofisticata, una di quelle intelligenze che non aveva paura a porsi domande anche laddove la risposta fosse difficile.

Taranto, otto arrestati per estorsione e spaccio

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Un’altra operazione contro la droga ha avuto successo a Taranto, grazie all’intervento delle forze dell’ordine.

Ieri otto persone hanno subito l’arresto a Taranto, in esecuzione di un’ordinanza cautelare emessa dall’Autorità, per essere state ritenute colpevoli di associazione a delinquere finalizzata a usura ed estorsione. Non solo: seppure a vario titolo, le otto persone sono state accusate di spaccio di stupefacenti e di detenzione di sostanze.
Le indagini sulla questione proseguono fin dall’ottobre del 2014, e sono state dirette dalla Procura di Taranto. Le prove raccolte fino ad oggi hanno permesso agli inquirenti di emettere un’ordinanza cautelare finalizzata all’arresto delle persone ritenute responsabili.

L’attività di spaccio e delinquenza, secondo le forze dell’ordine, sarebbe avvenuta in maniera prevalente fra i comuni di Palagiano e di Crispiano, entrambi in provincia di Taranto.

Le estorsioni e l’usura erano rivolte principalmente ai piccoli imprenditori che vivevano in questi paesi, e venivano perpetrati mediante l’imposizione di tassi di usura che arrivavano anche al 130% in un anno.

Oltre che all’attività di estorsione, i sospettati avrebbero anche avuto sotto controllo una rete di spaccio di cocaina e di hashish. Sulla base di queste indagini la rete di spaccio e le attività di piccola usura sono state poste in evidenza portando così all’arresto dei sospettati.

Blitz dei carabinieri a Villaricca, arrestato boss mafioso

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Grande operazione della polizia contro la Camorra, un’ennesima vittoria contro il crimine organizzato in Italia. Oltre 150 carabinieri appartenenti al comando provinciale di Napoli hanno effettuato ieri sera un blitz a Villaricca, nel comune di Napoli, nei confronti del clan della camorra Ferrara.

Il boss in questione era stato reso noto al grande pubblico dopo la vicenda, qualche anno fa, del sequestro di qualche centinaio di telefonini che la Procura sospettava gli sarebbero serviti per votare, più e più volte, la figlia che partecipava ad uno show in televisione proprio per mezzo del televoto. Una storia che aveva fatto il giro di tutta Italia.

L’operazione della polizia è stata svolta attorno alla roccaforte dove il clan di Ferrara si nascondeva, una sottospecie di casa corazzata, situata all’interno del parco Mondo Nuovo del paese.

Non solamente Domenico Ferrara è stato arrestato dai carabinieri, ma anche due suoi soci, Vittorio Amato e Rocco Ruocco, ed altre quattro persone che si trovavano nella casa con loro.

Il provvedimento di fermo per estorsione, aggravato dal metodo mafioso, è stato emesso dalla Direzione antimafia della città partenopea nei confronti di un clan ormai molto conosciuto sul territorio. Il blitz è avvenuto nella tarda serata di giovedì 19 febbraio.

Donald Trump: “Rispetto per il Papa”

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Donald Trump ritocca i toni nei confronti del Papa: “E’ una persona fantastica: non mi piace scontrarmi con il Papa”. Queste le parole del politico nei confronti del Pontefice, ma comunque la vena critica rimane immutata, dopo l’acceso scontro durante il quale egli aveva definito “vergognosi” i toni ed i commenti del Pontefice.

Il Papa aveva infatti definito “non cristiano” chi “costruisce muri”, ed il riferimento a Trump era diretto e preciso ed infatti ha colto nel segno.

Ma il politico repubblicano ha anche sentenziato che i media hanno approfittato del fatto per creare una vera e propria campagna contro di lui, aumentando i toni della disputa, se così la si può chiamare.

Trump rimane della sua idea: gli Americani chiedono più sicurezza, i muri servono.
Ma Trump sottolinea anche il suo rispetto nei confronti del capo della Chiesa Cattolica, definendolo una persona di grande autorità, dal carisma forte e dalla grande personalità.

“Nutro un forte rispetto per la sua posizione” ha detto il politico. Anche gli altri rappresentanti dei partiti, presenti al dibattito, hanno timidamente accennato a segni di assenso nei confronti del discorso del Papa, pur non entrando direttamente nel vivo della polemica che ora, dopo le ultime dichiarazioni, va spegnendosi.

Roma, cala il debito (ma di poco)

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Roma torna a respirare, almeno un po’. Il debito della capitale d’Italia, notoriamente preso ad esempio come simbolo di cattiva gestione della metropoli e delle sue risorse, scende, anche se di poco.

Roma aveva registrato un debito di 22,5 miliardi nel corso del 2010, sceso a 14,1 miliardi nel 2014 ed infine a 13,6 miliardi nell’anno corrente. A fornire le notizie ed i dati è stata la relazione sulla gestione del debito romana.

Le cifre non sono tanto in riferimento all’attuale debito di Roma, bensì al debito del comune. Una somma comunque da capogiro, che getta i riflettori sulla necessità di una politica contro lo spreco che valorizzi le enormi potenzialità della capitale italiana.

Il piano anti-spreco prevede uno stanziamento di 500 milioni, 300 dallo Stato e 200 invece che risultano da un aumento dell’IRPEF, oltre che dalla tassa aumentata di un euro sui diritti d’imbarco per i passeggeri in partenza da Roma con l’aereo. Oggi Francesco Paolo Tronca, commissario straordinario, dovrebbe approvare le delibere per dar via al bilancio di previsione 2016.

Non cessa infine la perenne diatriba fra centro-destra e centro-sinistra nel cercare di gettarsi gli uni gli altri la responsabilità del debito che si è creato prima del 2008 e dal quale Roma non è ancora riuscita a risollevarsi.

Egitto, il governo chiude un Centro per le vittime di tortura

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Il panorama egiziano sul tema dei diritti umani si fa sempre più fosco e più chiuso. Dopo la tragica morte di Giulio Regeni, sulla quale le autorità italiane fanno fatica a trovare elementi utili anche a causa della scarsa cooperazione di quelle egiziane, giunge un’altra preoccupante notizia dall’Egitto.

El-Nadeem, centro di riabilitazione dedicato alle vittime delle torture e delle violenze, situato in Soliman El-Hababy st., è stato chiuso dal governo. L’ong svolgeva anche un’attività di consulenza legale.

A denunciare la notizia è stato Amnesty International e l’Unhcr, grazie alla segnalazione del referente egiziano per le ONG che ha portato la notizia della chiusura. Il tutto è avvenuto senza una spiegazione ufficiale ed in modo completamente arbitrario.

Mercoledì degli agenti di polizia si sono presentati alla porta del centro, portando con loro un documento che riportava un ordine di immediata chiusura. Nessuna spiegazione è stata data in merito al provvedimento, né a voce né per iscritto, come sottolineano gli operatori del centro.

El-Nadeem era un luogo dove centinaia di persone, vittime della violenza anonima spesso perpetrata dalla polizia egiziana, potevano trovare rifugio e assistenza anche dal punto di vista legale. Una sorta di faro nel panorama buio dei diritti umani in Egitto, che è stato arbitrariamente chiuso, come sottolinea il vice-direttore dell’associazione Amnesty International nel Medio Oriente, Said Boumedouha.

Corruzione e sanità: 5 miliardi sprecati nel 2015

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La corruzione continua a mietere fondi preziosi, quelli destinati ai servizi sanitari ed alla ricerca. I numeri sono impressionanti: almeno 6 miliardi di euro, che equivalgono al 5% della spesa pubblica in materia sanitaria, sono stati sottratti a causa di manovre corrotte. Dei dati che incidono molto sul bilancio dello Stato ma anche e soprattutto sulla salute dei cittadini.

Nel frattempo Transparency International Italia, Ispe Sanità, Rissc ed altri enti hanno organizzato un progetto volto a sensibilizzare su questo tema così importante, dal nome “Curiamo la corruzione”. Questo progetto ha principalmente lo scopo di promuovere una maggiore responsabilità dei singoli ed una maggiore trasparenza delle operazioni, per poter combattere definitivamente questa piaga sul territorio italiano.

La percezione degli Italiani per quanto riguarda la corruzione nella sanità è negativa: almeno il 54% della popolazione, infatti, è convinto che la sanità sia corrotta. Ben due milioni di italiani hanno dichiarato di aver pagato “tangenti” per avere delle prestazioni di favore in ambito medico.

Ma non finisce qui: l’87% degli italiani pensa che alcune persone beneficino di ticket pur senza averne il diritto, ed almeno 15 milioni di cittadini dichiarano di sapere con certezza chi esattamente usufruisca di agevolazioni per mezzo di un ISEE falsificato. Una situazione che assume toni drammatici e che non sembra di facile risoluzione.

UE, continua il dibattito sui migranti

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Continua il dibattito europeo sul tema scottante dei migranti. Ieri è iniziata una sessione del Consiglio Europeo, a Bruxelles, che oltre al tema dell’uscita del Regno Unito dall’UE ha affrontato anche quello delicatissimo dell’emergenza migranti.

Non sono mancate le tensioni fra i rappresentanti dell’Austria, che proprio in questi giorni ha annunciato di voler porre una quota giornaliera ed oraria all’entrata dei migranti e di voler rinforzare i controlli lungo e frontiere del Paese. Lo scontro ha riguardato anche il premier italiano Renzi, che ha sottolineato l’importanza per alcune nazioni di trovare un punto d’incontro su questo tema.

L’accento del discorso puntava sui fondi: il succo della presa di posizione di Renzi riguardava la cessazione dei finanziamenti programmati per il 2020 se non fosse iniziata una seria politica di accoglienza dei migranti. Il problema sorge principalmente sulla distribuzione di queste persone in arrivo dal Nord Africa e dalla Siria, delle quali non si fanno carico tutti i Paesi dell’Unione Europea. Le parole di Renzi hanno trovato il plauso dei rappresentanti di Francia, Germania e di altri membri storici dell’Unione.

La discussione sul tema dei migranti è proseguita dopo la cena annunciando la possibilità di un vertice con la Turchia verso marzo. La consapevolezza, dichiara il presidente della Commissione Europea Juncker, è che il tema non possa essere affrontato con azioni unilaterali, ma solo con la cooperazione.