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WWDC 2016, ecco cosa aspettarsi da Apple

La WWDC 2016 si terrà questo 13 Giugno, l’acronimo significa Worldwide Developer Conference tenuta da Apple, l’evento annuale in cui l’azienda di casa Cupertino fornisce informazioni e release dei propri prodotti. Quest’anno sembra che le novità saranno principalmente sul lato software. Una grande novità in arrivo è un aggiornamento di Siri, che forse la ribattezzerà come Siri 2, ed includerà nuove funzionalità.

Questo potrebbe risanare il fatto che Apple al momento non è molto avanti in campo di intelligenza artificiale; Google, Facebook e Microsoft si sono tutte dirette da tempo verso questa nuova quanto interessante tecnologia. Diversi rumors hanno riferito che Apple ha in mente qualcosa di simile all’Echo di Amazon, ma anche a Google Home. Dobbiamo aspettarci dunque un robot da piazzare in casa con Siri (o Siri 2) integrato?

Non è da dare per scontato che Apple voglia aprire Siri a sviluppatori di terze parti mediante nuove API, per incrementarne lo sviluppo, e potrebbe trattarsi proprio del “clou” del WWDC. Apple ha già fatto dei passi nel settore domestico con Apple TV, un dispositivo performante che permette di essere utilizzato come streaming service ma anche per giocare. E forse questo dispositivo potrebbe fare da parte centrale di Siri, un all-in-one insomma.

Google-editori, accordo di tre anni sulla condivisione dei ricavi

Finalmente è stato trovato un accordo tra Google e Fieg, che ha compreso due anni di “spinte” ed un anno di trattazioni imprevedibili. L’intesa triennale ha portato a tre conclusioni: un meccanismo di revenue sharing, che permette di avere dei ricavi dalle newsboards e dalla piattaforma di video streaming YouTube, una migliore gestione dei dati ed infine un operazione da entrambe le parti per la protezione dei contenuti online.

Si tratta alla fine di un accordo molto vantaggioso per Google, perché, dai dati rilasciati, risulta che le spese di quest’ultimo siano state di circa 12milioni di euro, mentre i ricavi si aggirerebbero sui 40milioni, ed è l’annuncio di Maurizio Costa (presidente della Fieg) che lo dice: “L’investimento di base da parte di Google è di 12 milioni di euro ma a conti fatti i vantaggi sarebbero nell’ordine di circa 40 milioni di euro al terzo anno”.

Inoltre, agli editori, verranno fornite agevolazioni sulla gestione dei dati di Google Analytics: «Si tratta di un accordo quadro – ha dichiarato il Presidente della FIEG Maurizio Costa – che consente ai nostri associati, interessati a sfruttare le condizioni offerte, di ottenere significativi vantaggi, per un valore complessivo, stimato in caso di adesione di una parte rilevante degli editori FIEG, di circa 40 milioni di Euro al terzo anno. Un’intesa – ha detto ancora Costa – che facilita ulteriori prospettive di crescita per le aziende editoriali italiane, rafforzando la tutela e la valorizzazione dei loro prodotti e la loro capacità di sviluppare forme di comunicazione multimediale».

Facebook e Google, i grandi colossi del digitale

La continua lotta dei colossi per la pubblicità su Internet sta portando ad una sola e triste realtà: noi utenti non siamo che prodotti da acquistare nei loro confronti. Facebook e Google tracciano tutto ciò che facciamo più di quanto sia mai accaduto, ed uno dei loro obiettivi principali è quelli di dare più privilegi agli inserzionisti, ovvero l’intermezzo che fornisce loro i soldiun fine che sembra innocuo nel mercato occidentale.

Non si tratta di semplici social network, ma di piattaforme con il fine di raccogliere i nostri dati e guadagnare in questo modo, ecco le parole di Geert Lovink, saggista e teorico delle culture di rete: “Come poter resistere alla logica della start up e continuare contemporaneamente a fare cose interessanti, come, per esempio, fondare cooperative o lanciare strutture basate sul peer-to-peer, con nuove forme di pagamento per la gente che ci lavora e trovare forme alternative di finanziamento?”.

“Abbiamo quest’obbligo storico di creare posti di lavoro – spiega -Se non lo facciamo noi, l’Europa è persa e la guerra imminente. È una questione davvero seria. L’occupazione non si materializza da sola, né potranno essere altri a crearla. Dobbiamo smetterla con l’opzione di default del “tutto gratis”, per trasformare la rivoluzione digitale in un’economia veramente decentralizzata capace di garantire benefici a tutti“.

Le app Android (gratis) più utili in assoluto

Il Play Store contiene migliaia e migliaia di applicazioni, con una quantità totale di download giornalieri incredibile, proprio per questo sull’applicazione possiamo trovare delle classifiche della app più scaricare e funzionali, tuttavia spesso capita che delle app molto valide non appaiano in cima alle classifiche, dunque ecco la lista che fa per voi!

Whatsapp
Applicazione di messaggistica istantanea molto semplice, veloce e funzionale, una grossa comodità di questo servizio è che per registrarsi basta il proprio numero di telefono, non occorre alcun account.
Permette inoltre di inviare messaggi di testo, immagini, video, documenti, effettuare chiamate vocali e, forse in futuro, videochiamate.

Facebook e Messenger
Si tratta del social network più utilizzati al mondo, ormai tutti lo conoscono, e questa applicazione permette di utilizzarlo in totale comodità e semplicità, inoltre è presente anche Messenger, con la quale è possibile messaggiare all’interno del social network.

Runtastic
Un app per il fitness con la quale è possibile tenere traccia dei propri allenamenti, inclusi percorsi, distanza percorsa, calore bruciate ed altri parametri utili, è inoltre disponibile in una versione pro che offre più funzionalità.

Instagram
Molti di voi conosceranno il famosissimo social network, proprietà di Facebook, esclusivamente dedicato al photo-sharing, ovvero la condivisione di fotografie.

Windows 10 è il SO definitivo di casa Microsoft

È un periodo abbastanza complesso per la Microsoft, in quanto ha deciso che Windows 10 sarà il suo ultimo sistema operativo, e non può permettersi che casca in un flop, come è successo con Windows 8.
L’idea che c’è a casa Redmond è di “Windows as a service”, ovvero creare un sistema operativo che funzioni su tutti i dispositivi, che sia unito, con un solo store, stessi aggiornamenti, e non più nuove versioni frammentarie.

“Non più nuove versioni frammentarie”, infatti questo sarà l’ultimo SO Microsoft perché tutti gli aggiornamenti (grandi o piccoli che siano) andranno sotto il nome di Windows 10.
Per questo vogliono che, finché è gratuito (sino al 29 Luglio di quest’anno), il maggior numero di utenti passino a questa nuova versione.

Per il momento non si può dire che il numero di passaggi sia basso, ma Windows 7 resta il preferito, e, cercando un po’ su internet, troverete che Microsoft ha anche attuato uno sporco trucchetto per aggiornare a 10.
La versione preferita da parecchi utenti in realtà resta Windows XP, ma essendo il suo supporto finito, molti si sono lanciati sulla versione con caratteristiche più simile, ovvero Seven, e seppur per gli utenti Windows 7/8/8.1 l’ultima versione sia gratuita, per qualche motivo non vogliono aggiornare.

Microsoft non produrrà veicoli a guida autonoma

Il campo della guida autonoma dei veicoli interessa sempre più aziende del settore della tecnologia, infatti sono esse ad introdursi nel campo, chiedendo poi partnership a case automobilistiche.
Google rimane in primo piano, con le Google Car, anche Microsoft non nasconde il suo interesse per questa tecnologia, ma Peggy Johnson, VP Esecutivo, Business Development di Microsoft, ha chiarito la strategia che l’azienda ha intenzione di usare, ovvero non di produrre automobili, ma guadagnerà sviluppando software e funzionalità per esse: “Non vogliamo costruire i nostri veicoli a guida autonoma, ma vorremmo rendere possibili veicoli a guida autonoma ed assistita.”

Secondo alcune fonti non verificate, Microsoft è alle trattative con alcune aziende automobilistiche, tuttavia probabilmente si tratta delle stesse per cui ha sviluppato software anche in passato, come BMW, Fiat, Ford, Kia e Nissan.

Le risorse a cui si è fatto riferimento è principalmente la sua piattaforma di cloud, che attualmente è il suo core-business e sarà molto utile per le connected car, ma si può pensare anche a delle applicazioni che verranno adattate per i sistemi di bordo, specialmente se la vettura richiederà un basso sforzo da parte dell’utente per funzionare (se non nullo). Si cita anche il progetto annunciato da Harman al CES 2016 con lo scopo dell’integrazione della suite Office 365 nei sistemi di infotainment.

Nvidia Shield Android TV vs Apple TV, c’è competizione?

Nvidia Shield Android TV è una variante della console portatile che utilizza come sistema operativo Android, e recentemente è stata lanciata in quasi tutto il mondo, mentre in Italia arriverà il 20 Giugno.
Di sicuro si tratta di un ottimo dispositivo in grado di accontentare gli acquirenti, infatti troviamo una CPU Tegra X1 da quad core Cortex A57 e quattro A533 GB di RAM ed una scheda video Maxwell da 1.000 MHz, inoltre lo storage interno è di 16 GB, è dotato di Wi-Fi, Bluetooth, Porte USB 3.0 ed una porta HDMI.

Nvidia Shield Android TV è stata dunque lanciata in tutto il mondo e quindi per noi italiani non è una sorpresa, in ogni caso verrà lanciato il 20 Giugno in Italia, come già anticipato, e in rete ci si sta già chiedendo se questo dispositivo andrà in competizione con Apple TV.

Per quanto riguarda l’hardware vince certamente Nvidia, in quanto come specifiche tecniche dimostra di essere superiore, inoltre fornisce anche un controller di altissima qualità, mentre nel caso dell’azienda di casa Cupertino è necessario acquistarlo a parte.
Shield dispone della riproduzione in 4k, e può essere anche utilizzato senza uno smartphone Android con account Google collegato, il che dimostra che come dispositivo, batte nettamente Apple TV.

Le applicazioni Android più utili (a pagamento)

Il Play Store è pieno di bellissime applicazioni rese disponibili gratuitamente, in ogni caso, pagando, si trovano (quasi) sempre prodotti di migliore qualità, vediamo quelli da noi selezionati.
Nota: I prezzi elencati sono relativi al primo Giugno 2016.

Tasker (2,99 €)
Questa applicazione permette di programmare azioni sul vostro dispositivo, per semplificare la vostra quotidianità ed evitare noiose azioni ripetitive.
Un esempio di utilizzo dell’applicazione è per esempio programmare di inviare un e-mail (o un messaggio) ad una certa ora del mercoledì, oppure attivare il Wi-Fi quando entri in casa, spegnere il telefono in una determinata situazione eccetera.

Nova Launcher Prime (4,50 €)
Una fantastica caratteristica del sistema operativo Android è la sua altissima personalizzazione, infatti è possibile modificarlo con set di icone, launcher e ROMs.
Nova Launcher permette un alta personalizzazione dell’interfaccia Android (completo anche di set di icone), è presente anche in una versione gratuita molto funzionale, tuttavia acquistando quella completa si sbloccano delle funzionalità, come più gesture, per esempio.

Weather Timeline (0,69 €)
Contrariamente a come tu possa pensare, non si tratta dell’ottima e tradizionale applicazione meteo che tu hai già installata, questo gioiellino permette di vedere le previsioni meteo fino ad un anno di distanza.
Inoltre non ha nessuna pubblicità (come la maggior parte delle applicazioni a pagamento) ed un interfaccia semplice e pulita.

Apple, Siri 2 sta per essere annunciata?

La Apple in quanto domotica ed intelligenza artificiale si trova un passo… indietro, almeno rispetto alla concorrenza della sua stazza.
Infatti Google ha da poco annunciato alla sua conferenza annuale (Google I/O) Google Home (scusate le ripetizioni), che svolgerà funzioni quali spegnere accendere dispositivi (tutto tramite comandi vocali), ordinare da mangiare, inviare messaggi, email, prenotare hotel eccetera.

Anche altre aziende hanno fatto la loro parte in campo, come Amazon che con Alexa ha cominciato 2 anni fa a conquistare i consumatori, proponendo un robot intelligente e funzionale.
Tuttavia l’azienda di casa Cupertino non ha certo intenzione di tirarsi indietro, infatti secondo alcuni rumors è da ben 2 anni che è in progettazione Siri 2, che sarà appunto un dispositivo legato alla domotica.

Dalla sua Apple ha già Siri, che ha già in effetti conquistato gli utenti, ma offre funzioni pressoché limitate, invece Siri 2 avrà più funzionalità, ed ad incrementare il quantitativo di caratteristiche è l’apertura del sistema agli sviluppatori da parte della mela morsicata, una mossa che di certo allargherà in mercato del prodotto.

Un’altra novità sarà l’introduzione di Siri anche su Mac, che avverrà con la prossima versione di OS X, inoltre non è la prima volta che Apple rivela i propri progetti in “background” soltanto poco prima dell’uscita, quindi queste novità potrebbero essere prossime ad uscire.

Che cosa diventerà Windows 10?

Come ben si sa, Windows 10 è l’ultimo sistema operativo di casa Microsoft, e non ce ne saranno altri, ma non significa che l’azienda di casa Redmond abbandonerà lo storico sistema operativo, ma continuerà a rilasciare nuovi aggiornamenti senza passare a nuove versioni.
Di certo quest’ultima versione di Windows ha introdotto davvero molte funzionalità, tuttavia per alcuni motivi non è ancora stato sfruttato al massimo, vediamo perché.

Per prima cosa Xbox non ha ancora una diretta compatibilità con Windows, infatti lo store della console da gaming non è condiviso con quello del sistema operativo desktop.
Un altro problema è simile a quello che ha Android, ovvero la frammentazione del sistema operativo (in questo caso parliamo di Windows Phone), infatti la maggior parte (circa l’80 percento) degli smartphone Microsoft monta WP 8.1, mentre il 10 percento la versione 10.

Gli HoloLens non stanno inoltre avendo successo, e probabilmente nemmeno tu ne hai mai sentito parlare.
Qui il problema è una cattiva (quasi assente, comunque) campagna di marketing ed un prezzo decisamente alto (la versione per sviluppatori costa 3000 dollari).
Si spera che questi problemi (e non solo) vengano corretti con il prossimo ad uscire Anniversary Update, che sarà un grosso aggiornamento per la famiglia di dispositivi.