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Surface Hub: il mega-tablet Windows 10

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Il nuovo Surface Hub è un dispositivo Windows 10, che rivolge all’utenza business. È in pratica un tablet gigante da utilizzare nelle aziende per i lavori di gruppo.

E’ stato presentato dalla Microsoft all’inizio dell’anno ed è nato grazie alle risorse acquisite da Perceptive Pixel.

Il nuovo dispositivo è avrà un display 4k e CPU Intel Core i5 o i7, da posizionare al muro o su una scrivania.

Surface verrà a costare a 6,999 dollari nella versione con schermo da 55 pollici e a 19,999 dollari per il modello con display da 84 pollici. Ha il supporto per tre penne capacitive utilizzabili contemporaneamente, una fotocamera doppia a 1080p e con una connessione bluetooth, propria dei PC/tablet.

La commercializzazione del dispositivo avverrà tramite i canali destinati all’utenza business e le prenotazioni potranno essere effettuate dal primo luglio, mentre le consegne sono previste per il mese di settembre.

Samsung progetta schermi a specchio per TV

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Dopo la tv sottile come la carta da parati proposta da LG, la Samsung sta progettando due modelli TV OLED che ci indicano come la tecnologia stia progredendo rapidamente.

Il primo progetto riguarda uno schermo OLED a specchio, che attraverso una congiunzione con RealSense di Intel, tecnologia per la realtà virtuale, consente di creare una sala prove completamente virtuale.

Il secondo progetto riguarda uno schermo OLED trasparente che potrebbe essere utilizzato a fini pubblicitari per interagire con nuove forme di advertising.  Gli schermi a specchio OLED della Samsung offrono una  percentuale di oltre il 75% di riflettenza, ovvero almeno il 50% in più rispetto agli schermi a specchio LCD.

Queste nuove tecnologie aprono sicuramente la strada a tante nuove applicazioni, e solo l fantasia degli utenti portà dire dove ci porterà un’elettrodomestico come la TV che, ad oggi, è tutt’altro che morto.

 

Apple Music è già nel mirino dell’Antitrust Usa

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E’ ufficiale: il nuovo servizio di musica in streaming di Apple: “Apple Music” arriverà a fine Giugno.

I procuratori generali di New York e del Connecticut, tuttacva, vogliono vederci chiaro sugli accordi tra la Mela e le case discografiche: il timore è che possa replicarsi una violazione come quella di qualche anno fa sui prezzi degli ebook.

I due Stati, attraverso un’investigazione, vogliono chiarire se Apple “vuole” penalizzare le applicazioni che offrono ascolto gratuito in cambio di pubblicità. La notizia è trapelata attraverso una lettera inviata da Universal Music all’ufficio della procura generale dello stato di New York.

Le indagini sugli ebook strinsero all’angolo la Apple e altre 5 case editrici che, secondo loro, avevano concordato a tavolino i prezzi dei libri elettronici.

Adesso la stessa dinamica potrebbe innescarsi con la musica. La sfida sul controllo della musica è aperta e l’indagine dell’Antitrust Usa è al momento solo preliminare.

Dopo l’uscita di Apple Music Spotify prepara una contromossa?

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Il nuovo servizio Apple Music è destinato ad avere un posto importante nel mercato, costringendo i concorrenti a fare delle modifiche per mantenere le rispettive posizioni.

La Apple per il suo servizio di streaming musicale, ovvero di ascolto della musica online, offrirà un piano da 14,99 dollari e potrà essere condiviso da un massimo di 6 persone, mentre Spotify e Rdio hanno il costo di 14,99 dollari ma permettono la condivisione della musica tra 2 persone mentre con 29,99 dollari ci sarà un massimo di 5 persone.

The Verge, società gestita da Daniel Ek, è molto entusiasta alla presentazione di Apple Music e vorrebbe vedere l’azienda californiana offrire un piano familiare ad un prezzo inferiore rispetto all’attuale.

L’ingresso di Apple è destinato a far aumentare in maniera importante la competitività, il che ovviamente non può che essere un fattore positivo per gli utenti.

Apple News, le notizie arrivano su iOS

La nuova app News è una delle più attese novità per quanto riguarda le novità presentate da Cupertino lo scorso lunedì, a partire dal nuovo iOS 9. L’app stata presentata nel corso della WWDC 2015, la conferenza degli sviluppatori di Apple.

L’applicazione andrà a sostituire Newsstand o Edicola: rispetto a Newsstand, News non raccoglierà le diverse app dedicate alle notizie, ma ospiterà direttamente i contenuti. Infatti assomiglierà molto a Google News ed abbandonerà le strette forme di controllo sui contenuti dell’app precedentemente utilizzata.

Susan Prescott, vice presidente del comparto marketing di Apple ha parlato di contenuti bellissimi, personalizzati per ciascun utente.

Apple News prima dell’accesso richiede a ciascun utente di indicare giornali e argomenti di proprio interesse, e procede ad una prima aggregazione di feed di contenuti selezionati da Cupertino che possono essere sfogliati, personalizzati e arricchiti dagli utenti.

Widiba, la prima app italiana per Apple Watch

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Il nuovo Apple Watch, l’orologio creato da Apple, sta avendo sempre più successo sia tra gli utenti che tra fli sviluppatori.

E’ stata infatti presentata per il wearable di Cupertino la prima App italiana per l’Apple Watch: si chiama Widiba. L’azienda produttrice è l’Internet Bank del Monte dei Paschi di Siena.

Grazie all’applicazione sarà possibile avere a portata di polso il proprio conto corrente, per essere aggiornati real time sul saldo e su i movimenti della propria carta di credito.

Grazie a Widiba sarà possibile anche localizzare il bancomat più vicino e seguire l’andamento degli investimenti. L’applicazione utilizza la tecnologia della banca introducendo la password vocale che consente di autenticarsi con sicurezza e semplicità anche in mobilità. Insomma, con questa applicazione si può essere sicuri nel controllare il proprio conto in banca pur facendolo direttamente dal proprio polso.

Galaxy Tab S2, avvistato online il nuovo successore

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Il Samsung Galaxy Tab 2 con display SuperAMOLED è stato messo al secondo posto della graduatoria dei migliori tablet 2015.

A causa delle sue specifiche tecniche, il dispositivo è riuscito a superare nei test anche l’iPad Air 2, ed era chiaro che Samsung avrebbe continuato la stessa linea.

E’ infatti stato avvistato online il successore del Samsung Tab 2.

Il dispositivo è apparso sia fra la documentazione di FCC (agenzia americana) sia in alcune foto del blog francese “NWE”.

Stando alle caratteristiche i tablet saranno ancora più sottili con uno spessore di 5,4 mm. I nuovi tablet Galaxy Tab S2 avranno un rapporto prospettico di 4:3 per il display, con una risoluzione di 2048×1536 per il modello da 8 pollici e con una densità di pixel di circa 320 PPI.

Il nuovo processore che Samsung è lo stesso che ha istallato sul suo nuovo smartphone (Galaxy S6), il Exynos 7420 a 64-bit.

Il SoC dovrebbe essere un octa-core con le quattro unità più performanti da 2,1GHz, mentre sul fronte grafico dovremmo trovare una GPU ARM Mali-T760 MP8. Su i nuovi dispositivi sarà possibile installare schede microSD, mentre le fotocamere saranno da 8 e 2,1 megapixel.

Il prezzo per acquistare il nuovo dispositivo è ancora ignoto.

La samsung presenta il nuovo Galaxy 6 Active

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Lo scorso Aprile sono stati presentati i nuovi smartphone Samsung Galaxy 6 e Samsung Galaxy S6 Edge, a cui tra poche settimane andrà ad aggiungersi un nuovo modelli,mil Galaxy S6 Active.

Le 3 differenze base del nuovo dispositivo agli altri due dispositivi sono l’aspetto estetico “rugged”, che lo rende resistente agli urti e cadute, la resistenza all’acqua e polvere (grazie alla certificazione IP68) e la batteria da 3500 mAh.

Sono invece rimaste invariate delle caratteristiche tecniche: il display sarà ancora da 5.1 pollici, Super AMOLED Quad HD, ci saranno ancora 3 GB di memoria RAM, un SoC Exynos 7420, una fotocamera posteriore da 16 megapixel e una fotocamera anteriore da 5 megapixel. Per adesso la disponibilità del nuovo dispositivo è stata annunciata solo negli USA, mentre in Europa bisognerà aspettare, visto che non abbiamo ancora date o informazioni sul lancio.

E’ arrivato Intel Ivy Bridge

Ivy Bridge

Le nuove CPU per PC e notebook hanno potuto raggiungere  velocità davvero molto alte, ma quali sono le caratteristiche della nuova generazione Ivy Bridge?

Quali sono gli elementi che è necessario poter valutare prima di acquistare un processore di questa generazione?

I nuovi processori Ivy Bridge, presentati in via ufficiale lo scorso 23 aprile a ben 15 mesi di distanza dai precedenti Sandy Bridge, possono appartenere alla terza generazione Intel “Core i”. La sigla inizia sempre con un 3, ad esempio Core i7-3770.
I primi a poter apparire sul mercato sono stati i “Core i7” e i “Core i5”, mentre i “Core i3” hanno fatto la loro comparsa soltanto qualche giorno fa.

Sono ben cinque modelli dual-core con Hyper-Threading denominati Core i3 3220, Core i3 3220T, Core i3 3225, Core i3 3240 e Core i3 3240T.

Le seguenti  CPU vanno da 2.8 a 3.4 GHz, la cache L3 è per tutti di 3 MB, mentre il TDP è di 35 o 55 watt a seconda del processore.

Tutti i modelli presentano la HD Graphics 2500, tranne il  Core i3 3225 che impiega un core HD Graphics 4000.

Con le stesse frequenze rispetto ai Sandy Bridge, i nuovi processori Ivy Bridge sono davvero più veloci del 6%.

I più piccoli transistor e i conduttori che  sono in grado di trasportare i  dati sono di soli 22 nanometri.

I precedenti Sandy Bridge sono n grado di utilizzare le nuove tecnologie costruttive a 32 nanometri.

Un processore Ivy Bridge è in grado di  ospitare 1,4 miliardi di transistor, ossia il 20% in più dei Sandy Bridge.

La GPU che è integrata all’interno dei processori di terza generazione è l’Intel HD 4000 che risulta decisamente più veloce dell’HD 3000 ed è in grado di gestire anche la grafica DirectX 11.

E’ bene sottolineare che l’HD 4000 è ideale solo per i giochi dalla grafica essenziale. per i giochi 3D quelli più complessi occorre pertanto avere a disposizione avere una scheda video esterna AMD o NVIDIA.

Quando è possibile scegliere un processore Ivy Bridge è bene fare anche attenzione al fatto che alcuni di essi (come i modelli i3 l’i5-3470) che impiegano  la GPU Intel HD 2500, che è veloce circa la metà di una HD 4000.

Anche gli Ivy Bridge possono utilizzare la tecnologia “Turbo Boost” che offre la possibilità di poter incrementare in modo temporaneo la frequenza di clock per poter rispondere alle richieste di potenza di giochi e applicazioni.

Un netto passanti in avanti, con prestazioni migliorate, l’evoluzione tecnologica che avanza e che porta miglioramenti tecnici decisamente apprezzabile, come ad esempio la grafica o la CPU.

Ottima la risposta per gli amanti e tutti i veri appassionati dei giochi da Pc.

Il Core i7-3770, per esempio, è in grado di passare da 3,4 a 3,9 GHz.

Gli Ivy Bridge possono consumare meno rispetto ai Sandy Bridge.

Facendo un esempio, un processore Core i7-3820QM sotto carico ha un consumo di 45 Watt, contro i 55 Watt richiesti dal Core i7-2960XM della precedente generazione.

La differenza di consumo si può rilevare solo con i processori sotto pieno assorbimento, a riposo la diversità dei loro consumi è poco significativa.

Che cosa dire, vogliamo provare?

 

 

 

 

Il mercato delle micro-sim e l’arrivo sul mecato delle nano-sim

microsim

Gli smartphone che sono ad oggi  in commercio come l’ iPhone 4S o il Samsung Galaxy S3 impiegano le micro-sim anziché le sim tradizionali. Perché adottare questa scelta? Ma soprattutto è presente  un modo per adattare la propria SIM a tutti i dispositivi?

I vantaggi della micro sim

Il primo impiego della micro-sim su dispositivi mobile è infatti avvenuto   nello scorso 2010 con il lancio ufficiale dell’ iPad 3G da parte di Apple.  Successivamente è stata la stessa Apple ad aver utilizzato il formato micro-sim per il nuovo  iPhone 4.
La motivazione sostanziale che avrebbe portato  i produttori a voler  abbandonare il vecchio formato costituito dalla sim tradizionale è proprio nelle dimensioni: le micro-sim sono molto più piccole e sono riposte  quindi all’interno di uno  slot di dimensioni ridotte lasciando così  spazio a tanti  altri componenti elettronici  come display e batteria e offrendo la possibilità di poter  ridurre lo spessore globale del dispositivo.

In realtà la riduzione dello spazio che costituisce le micro-sim riguarda unicamente la parte di plastica che circonda il chip mentre il cuore pulsante della scheda, ovvero la parte dorata, non ha visto nessuna variazione.

Proprio per questo motivo molti consumatori hanno subito provveduto  a ritagliare la propria sim per poterla trasformare  in una micro-sim e poterla quindi utilizzare sullo smartphone di nuova generazione.
Le micro-sim fatte  con il metodo “fai da te” non possono essere però riutilizzate sui telefoni che adottano le tradizionali Sim

 

Gli adattatori

La costruzioni di nuovi formati ha tuttavia generata l’esigenza di poterli adattare ai più vecchi. Proprio per questo motivo si trovano in commercio degli adattatori molto più grandi come una Sim tradizionale che offrono la possibilità  di poter  incastrare all’interno la micro-sim, in modo tale che sia possibile  utilizzare la stessa scheda su telefoni meno recenti  o smartphone attuali che impiegano ancora il vecchio formato

Se si vuole acquistare una nuova sim presso gli operatori telefonici questi offrono un chip combinato e munito di due sagome: una molto più grande in grado di far  alloggiare la scheda all’interno di uno slot tradizionale e una più piccola per gli slot micro-sim.

Come procurarsi una micro-sim?

Come è stato già spiegato prima, è possibile quindi  auto-munirsi di una micro-sim armandosi di sana pazienza e forbici e ritagliando la sim di cui già si è in possesso. I rischi di compromettere il corretto funzionamento della scheda facendo la seguente operazione sono molto elevati.

Le altre strade che si possono percorrere possono garantire una micro-sim funzionante al 100% ma non sono per nulla gratuite. E’ sufficiente quindi recarsi dal proprio operatore telefonico e richiedere l’istantanea sostituzione della SIM tradizionale con una micro-sim senza dover cambiare il numero.

L’avvento delle nano-sim

Un formato  più piccolo delle micro-sim è composto  dalle nano-sim.

L’ultimo arrivato è stata progettata nel 2011 da Apple ed è stata  applicata nel 2012 sui dispositivi come iPhone5 e iPad-mini.
Sicuramente in un prossimo futuro potranno essere sempre maggiori i costruttori di smartphone e tablet che saranno in grado di produrre dispositivi con slot nano-sim, proprio come è avvenuto con le micro-sim.