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Tyrion e il trailer di GOT 6: cosa ci riserverà la nuova serie?

È fissata per il 24 aprile 2016 la prima puntata della nuova e attesissima stagione di Game Of Thrones. Il nuovo trailer, che a prima vista sembra ricco di immagini davvero succulente, non risolve gli interrogativi che – da circa un anno – attanagliano la curiosità dei fan sparsi lungo l’intero globo.

Quel che appare evidente è la presenza di Jon Snow. Jon Snow morto e non ancora risorto. L’attesa per la prima di stagione è ben lontana dall’essere finita, soprattutto dopo che HBO ha pensato bene di presentarsi con un trailer che alimenta spoiler tutt’altro che oggettivi.

D’altro canto, il trailer non poteva che acuire il sapore delle aspettative che ruotano attorno a un possibile ritorno di Jon Snow. Lo stesso Kit Harington, interprete del Lord Comandante del Guardiani della Notte, ha confermato la sua presenza nel cast della prossima stagione… come cadavere!

Confermata anche l’indole violenta di Cersei Lannister, che dopo la Walk Of Shame e la morte di Myrcella sembra disposta a tutto pur di sanare i conti con coloro che hanno fatto del male alla sua famiglia, mentre le certezze di Melisandre iniziano a crollare, sotto  l’onta di aver sacrificato l’anima innocente di Shireen.

Tra le tante immagini proposte, che ora come ora appaiono prive di significato, ritroviamo Arya cieca, Bran con il Re della Notte e l’immancabile Tyrion, che esclama. “Sei nel grande gioco, adesso. E il gioco è terrificante”.

https://youtube.com/watch?v=CuH3tJPiP-U

Game Of Thrones, George R.R. Martin è morto: epic fail dei fan su Twitter

Non c’è pace per i fan di Game Of Thrones. Dopo il rilascio del trailer ufficiale, nel quale si ripercorre la morte di Jon Snow senza accennare alla sua resurrezione, gli appassionati della serie di HBO hanno dovuto fare i conti con una nuova e sconvolgente notizia.

La batosta arriva direttamente dal trend topic di Twitter, nel quale campeggia un inquietante #RipGeorgeMartin. Il primo pensiero è volato immediatamente a George R.R. Martin de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ancora impegnato nella stesura dell’ultimo volume della saga Winds Of Winter.

Non poteva essere che tutte le maledizioni che hanno minacciato l’opera incompiuta di Martin si fossero divenute realtà nella maniera più tragica e inaccettabile: George Martin è morto senza completare la saga di Game Of Thrones.

Sono bastati pochi minuti per capire che il George Martin che ci ha lasciati non è quello de Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, ma il leggendario produttore dei Beatles, scomparso quest’oggi all’età di 90 anni.

La notizia della scomparsa di George Martin ha sconvolto della musica, mentre l’assurdo caso di omonimia ha gettato nello sconforto i fan più giovani, che hanno immediatamente pensato all’autore delle avventure de Il Trono di Spade.

Quel che sorprende, oltre all’epic fail che ha coinvolto i fan di tutto il globo, è la provenienza dei tweet di sconforto, che si sono concentrati soprattutto negli Stati Uniti e in Inghilterra, proprio dove lo storico produttore dei Beatles avrebbe dovuto essere più conosciuto.

I numerosi fan possono stare tranquilli: George R.R. Martin continua a lavorare all’ultimo volume della saga perciò, per ora, i pericolo che la storia rimanga incompiuta dovrebbe essere scongiurato.

Fermato KeRanger, il primo (e terribile) virus dei Mac

Tutti gli utenti Apple possono finalmente tirare un sospiro di sollievo. Il terribile virus KeRanger, pensato per intrufolarsi nei Mac degli utenti, per bloccarli e chiedere un riscatto in denaro per riottenere le funzionalità, è stato definitivamente bloccato. La notizia ha fatto molto scalpore sostanzialmente perché era la prima volta che un computer Apple risultava colpito da un virus, data la proverbiale sicurezza dei device dell’azienda di Cupertino.

Il problema è che la falla per KeRanger è stata creata proprio per mezzo di un software progettato dalla stessa Apple. Ma poco conta, ormai l’incubo è finito: nonostante la Apple abbia voluto mantenere il silenzio stampa sulla vicenda, senza rispondere neppure alle mail degli utenti che cercavano spiegazioni in merito, si calcola che infine siano stati “solamente” 6500 i Mac infettati dal virus.

Due giorni di terrore per gli utenti Apple, ma relativamente pochi i danni. L’azienda è riuscita ad isolare ed eliminare il temibile KeRanger, che si nascondeva sotto forma di link fra le pieghe dei computer degli utenti. Siamo ancora in attesa della conferma ufficiale da parte di Apple, ma sembra proprio che l’epopea del primo (e ultimo, si spera) virus della Apple sia giunta al termine. Nella speranza di non ricascarci più.

Google vuole più popolarità social e assume Chris Poole

Lui si chiama Christopher Poole, è il fondatore di 4chan (creato nel 2003), un sito di discussione online dove si parla soprattutto di fumetti giapponesi, specie in forma anonima, ed è appena stato assunto da una delle più importanti aziende del mondo: Google. Il motivo? Semplice: l’azienda vuole aumentare la sua popolarità social. E Poole conferma su Tumblr di essere entrato a fare parte del team, con l’intenzione di portare la sua esperienza di anni al servizio di Google per la costruzione “di comunità on-lime”.

E così si è diffusa l’idea che Google voglia essere più popolare nel mondo dei social, e che non sappia più che pesci prendere per farlo. E così si rivolge ad un ragazzo che di comunità e social se ne intende, e molto anche. Non dimentichiamo che, nonostante le novità introdotte su Google+, questo programma non ha mai preso il volo, rimanendo staccato anni luce rispetto ai social più diffusi del mondo, in primis Facebook. Forse appunto perché troppo simile, sotto certi aspetti, a Facebook stesso. Poole potrebbe davvero dare un nuovo volto alla comunità che manca a Google, a rendere popolare i servizi di questa famosissima azienda anche al di fuori del semplice motore di ricerca? Sappiamo solo che, ora che Poole ha venduto 4chan ad un imprenditore giapponese, potrà dedicarsi in tutto e per tutto alla cura del progetto sociale del gigante statunitense.

Chiuso caso Ebook, Apple pagherà 450 milioni di dollari

Si è chiusa negativamente per la Apple la faccenda degli Ebook, con una multa per l’azienda di Cupertino di ben 450 milioni di dollari. Una controversia che va avanti fin dal 2012 e che ha visto Amazon vs Apple e gli editori digitali. Ma cosa è accaduto nel dettaglio? In pratica, Apple è stata accusata di aver pianificato una strategia per stroncare le vendite di Amazon, o almeno sfavorire il colosso dell’e-commerce.

Lo avrebbe fatto mettendosi d’accordo (secondo l’accusa corrompendo) cinque editori degli Stati Uniti d’America, pattuendo con loro di mantenere alti i prezzi degli Ebook, per tagliare fuori Amazon dalla vendita di libri digitali. Il Dipartimento di Giustizia USA, che sostiene da tempo che Steve Jobs avesse un piano per combattere Amazon, hanno trovato un’email del co-fondatore della Apple, Jobs, nella quale l’uomo sosteneva di voler creare un mercato di Ebook di prezzo compreso fra i 12,99 dollari ed i 14,99 dollari, più alto rispetto al prezzo medio di Amazon, 9,99 dollari.

L’obbiettivo dell’azione era, logicamente, quello di alzare anche i prezzi dello store di Ebook made in Apple e di tagliare fuori Amazon. Apple ha sempre ribadito la sua innocenza rispetto ai fatti, ma l’antitrust non ha voluto sentire ragioni ed ha imposto all’azienda statunitense una mega multa, di ben 450 milioni di dollari.

Altroconsumo bacchetta Samsung e Apple sulle caratteristiche tecniche

Altroconsumo vs due giganti della tecnologia mondiale, Apple e Samsung. Il noto movimento a difesa dei diritti dei consumatori, che spesso e volentieri scende in campo per reclamare assieme a questi ultimi contro le grandi industrie a livello nazionale e mondiale, anche questa volta non ha paura ad alzare la voce contro i colossi americani. Ed il motivo è semplice: sono i consumatori stessi a lamentarsi in quanto i prodotti acquistati dalle due marche non soddisfano i requisiti che vengono promessi.

E il punto dolente riguarda la memoria interna degli smartphone, che già all’avvio dei dispositivi sarebbe dal 30 al 50% in meno rispetto alle caratteristiche tecniche promesse. La colpa sarebbe tutta delle numerose applicazioni di default, che “rubano” spazio al resto. Questa pratica, conosciuta come bloatware, consiste nell’applicazione di numerosissimi file sullo smartphone che di fatto riducono in maniera non indifferente la memoria interna. Non diverse le cose per la Apple: se la Samsung già in passato era stata ripresa per quest’abitudine, anche l’azienda di Steve Jobs propone melafonini con meno memoria di quanto dichiarato, anche del 40%.

“Ingannevoli” queste pratiche commerciali secondo Altroconsumo, e che probabilmente non sono destinate a finire qui, dato che l’Associazione è nota per andare sempre fino in fondo alle sue cause.

La protesi bionica che restituisce il tatto

 

Dalla fantascienza alla realtà. Il dito bionico diventa vero, reale, non più una fantasia tecnologica. I percorsi verso nuovi metodi nell’elaborazione delle protesi diventa una realtà tangibile. Una persona con un dito amputato, il danese Sorensen, per la prima volta ha potuto indossare un supporto bionico, un dito appunto, che gli ha permesso di riconoscere la texture di alcuni oggetti che gli sono stati presentati. Il dito era connesso al moncone per mezzo di elettrodi impiantati chirurgicamente. Nel 96% dei casi, l’uomo è stato in grado di riconoscere la presenza di superfici ruvide e di quelle non ruvide durante le prove sperimentali.

Questo risultato eccezionale proviene dalla ricerca di scienziati italiani, impegnati alla Scuola superiore Sant’Anna di Pisa e del team dell’Ecole Polytechnique di Losanna in Svizzera. Una squadra di ricercatori svizzeri e italiani che, con strumenti al massimo dell’avanguardia, hanno elaborato una vera e propria rivoluzione nell’ambito delle protesi. Mai prima d’ora una protesi era stata in grado di restituire sensibilità al soggetto, e invece questa volta la persona amputata è stata in grado di riconoscere le texture delle superfici per mezzo di un complesso di elettrodi collegati ai nervi del braccio, un sistema complicato tanto quanto efficace e stupefacente, che potrà cambiare le sorti della scienza.

Conservazione sostitutiva delle fatture: come si attua

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Enormi passi avanti sono stati fatti dal nostro ordinamento giuridico verso la dematerializzazione dei documenti e verso la progressiva e definitiva scomparsa della carta stampata. La strada è ancora lunga ma il percorso è già ampiamente iniziato da qualche anno, quando il Legislatore italiano ha introdotto l’obbligo di fatturazione elettronica nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni.

Un obbligo corredato e completato da un preciso divieto: le Pubbliche Amministrazioni non potranno emettere alcun pagamento se non giustificato dall’emissione della fattura elettronica.

LE FATTURE ELETTRONICHE E LA CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA: UN PRECISO OBBLIGO LEGALE

Le fatture elettroniche (emesse da e nei confronti delle Pubbliche Amministrazioni) dovranno essere archiviate tramite la procedura della conservazione sostitutiva. E’ lo stesso Legislatore ad aver introdotto questo preciso obbligo nel nostro ordinamento giuridico.

In particolare l’articolo 1, comma 209, della legge n. 244 del 2007 stabilisce che “”è obbligatorio conservare elettronicamente le fatture elettroniche emesse nei confronti della Pubblica Amministrazione”.

MA IN COSA CONSISTE LA CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA?

La conservazione sostitutiva è un insieme di procedure informatiche che, nel pieno rispetto delle regole e dei principi tecnici dettati dal Legislatore, conferiscono alla fattura elettronica lo stesso valore legale del documento redatto su carta stampata.

I VANTAGGI DELLA CONSERVAZIONE SOSTITUTIVA DELLE FATTURE

Innegabili e molteplici sono i vantaggi della conservazione sostitutiva delle fatture. Innanzitutto, la riduzione dei costi per l’acquisto della carta, per l’archiviazione dei documenti e per la stampa delle fatture stesse.

Notevolmente semplificata è, inoltre, la procedura di archiviazione e, dunque, di consultazione delle fatture che si sono accumulate nel corso del tempo.

COME SI CONSERVA UNA FATTURA ELETTRONICA IN MANIERA SOSTITUTIVA?

La firma digitale è uno degli strumenti attraverso cui viene attuata la conservazione sostitutiva delle fatture. Essa, infatti, individua ed attribuisce, in maniera univoca, la paternità del documento di chi la appone.

Altro strumento fondamentale per la conservazione sostitutiva delle fatture è la marcatura temporale che viene apposta da un Ente Certificatore definito anche Time-Stamping Authority (TSA). La marcatura temporale individua, in maniera incontrovertibile, la data e l’ora in cui è stata emessa la fattura rendendo, così, il documento informatico opponibile ai terzi.

Game Of Thrones 6, è ufficiale: Jon Snow ci sarà

Qualcuno sarebbe stato disposto a strapparsi le vesti pur di riavere Jon Snow nel cast fisso di Game Of Thrones 6. Indimenticabile l’ultima scena della quinta stagione, nella quale gli uomini ammutinati del Lord Comandante dei Guardiani della Notte compiono la loro vendetta su un incredulo e disarmato Jon Snow.

In pochi hanno voluto rassegnarsi all’uscita di scena dell’amato Kit Harington, che proprio nelle ultime ore ha confermato la presenza del suo personaggio nella nuova stagione dell’attesa serie firmata HBO. Secondo quanto riportato dal diretto interessato, la storyline di Jon Snow continuerà ad appassionare il pubblico, anche se – almeno per le prime puntate – il corpo del Corvo è destinato a rimanere cadavere.

A poco meno di un anno dall’omicidio di Jon Snow, arriva quindi la conferma ufficiale che in molti stavano aspettando. Chi era pronto a scommettere che Snow fosse diventato un metamorfo, chi un estraneo e chi era convinto che la sinistra Melisandre avesse protetto il suo corpo con un oscuro sortilegio.

Le parole di Kit Harington mettono fine alla caccia allo spoiler sul destino di Jon Snow, ma continuano a mantenere un velo di mistero sul futuro che riguarda il Lord Comandante. Sembra dunque plausibile lo scenario che vedrebbe Snow aggirarsi per il Castello Nero come un fantasma, ma è altrettanto possibile che possa tornare in vita per mano chissà quale potente stregone. Non ci resta che aspettare il 24 aprile e scoprire quale sarà il destino di Jon Snow: l’attesa vi sta logorando?

Lena Headey ha già visto Game Of Thrones: spoiler e ironia sui social

Già candidata agli Emmy per la magistrale interpretazione della Walk Of Shame della quinta stagione, Lena Headey – la cinica Cersei Lannister di Game Of Thrones – torna a tuffarsi a pesce nel calderone delle richieste agguerrite dei fan. La regina madre di Approdo del Re rivela di aver visionato qualcosa di succulento delle nuove puntate della serie, spifferando tutto con dei tweet molto divertenti.

L’attrice, con un velo d’ironia, non lascia trapelare proprio nulla di quello che i fan vorrebbero sapere. Si limita a definire angosciosi alcuni passaggi e  – alle domande incalzanti dei più fanatici – risponde di non poter dire assolutamente nulla.

La Headey non è nuova a questi divertenti siparietti sui social, dimostrando di avere e volere un rapporto molto stretto con i suoi fan. Il suo personaggio tornerà nel cast fisso della prossima stagione e avrà il compito di portare a termine una doppia e terribile vendetta. Si apriranno tempi durissimi per l’Alto Passero, colpevole di averla costretta a sfilare completamente nuda di fronte al disprezzo del popolo, e per i Martell. I Signori di Dorne, contravvenendo a quanto stabilito dal loro Principe, hanno avvelenato Myrcella Baratheon, l’unica figlia di Cersei e Jaime Lannister.