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Messaggi privati su Facebook senza Messenger

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Siete stanchi di dover installare app su app all’interno del vostro smartphone per poter svolgere delle semplici e banali funzioni? Entrando nello specifico, ritenete che il Messenger di Facebook sia scomodo, ingombrante e di dubbia utilità? Allora siete nel posto giusto e con una semplice guida vi spieghiamo come poter aggirare questo problema ogni qualvolta ne abbiate bisogno.

Come evitare di scaricare l’app Messenger di Facebook

Questo procedimento è valido solo per i dispositivi – smartphone e tablet- Android, qualunque sia la versione.

Guida completa

  1. Andiamo nelle Impostazioni del nostro device
  2. Facciamo tap su Applicazioni
  3. Nell’elenco delle app presenti nella scheda “Scaricate”, facciamo tap sul nome Facebook.
  4. A questo punto ci apparirà la schermata contenente tutte le informazioni riguardo l’app. Facciamo tap sul bottone “Cancella dati” ed aspettiamo il termine del ricalcolo dei dati.
  5. Torniamo sull’app di Facebook e andiamo nella scheda dei Messaggi privati. Se dovesse comparire il messaggio riguardo l’installazione di Messenger, facciamo tap su “Non ora”.
  6. Sarà ora possibile tornare ad operare con i messaggi privati direttamente da Facebook senza dover per forza scaricare il Messenger.

Conclusioni

Attraverso questa procedura sarà possibile evitare di scaricare il Messenger di Facebook, oltre che risparmiare spazio nella memoria del nostro dispositivo Android.

Apple VR: anche Apple nella realtà virtuale?

Ormai quasi tutte le multinazionali di tecnologia stanno investendo in progetti riguardanti la realtà virtuale, in quanto sembra un mercato che in un non lontano futuro avrà molto successo.
L’ultima arrivata sembra essere la Apple, questa voce arriva da un attore indiano che ha incontrato Tim Cook, e successivamente ha affermato su Twitter di essere impaziente per l’uscita dell’Apple VR.

Tuttavia molti screditano questa notizia, in quanto Tim Cook è solito tenere segreti i progetti futuri, svelandoli soltanto ai team di progetto più interessati, ed è improbabile che abbia riferito la novità ad un attore.
Il mercato VR è in forte crescita, ma già in passato Apple ha dimostrato di saper prendere ottime posizioni anche arrivando più tardi rispetto alle aziende concorrenti, lo dimostra per esempio Apple Watch, che è arrivato quando il boom di smartwatch era già iniziato, nonostante ciò è stato molto apprezzato dai consumatori.

Si tratterà probabilmente di un prodotto di nicchia come Gear VR o Google Cardboard, che farebbe accoppiata con iPhone, e non un dispositivo professionale come HTC Vive o Oculus Rift.
Si tratta tuttavia di una mossa che potrebbe essere avventata, dal momento che Apple sta passando situazioni complicate in Cina, e gettarsi in un mercato così in movimento potrebbe anche rivelarsi una mossa falsa.

Microsoft fa la sua parte contro il terrorismo

Il terrorismo è una realtà che per diffondersi sempre più utilizza il web, che offre l’opportunità di reclutare persone da tutto il pianeta ma anche di mettersi in contatto con altri terroristi nel totale anonimato.

Molte aziende che lavorano sul web (ma non solo) stanno facendo la loro parte contro il terrorismo ed il reclutamento online di terroristi, come per esempio Google, che nel Febbraio di quest’anno ha deciso di promuovere annunci pubblicitari di associazioni contro il terrorismo.
L’ultima arrivata è la Microsoft, che ha molti servizi che riguardano il web, e ha imposto nei propri termini e condizioni che i contenuti vietati sono quelli che “illustrano violenza, incoraggiano azioni violenti, sostengono organizzazioni e azioni terroriste o incoraggiano le persone a unirsi a questi gruppi”.

Inoltre il motore di ricerca proprietario Bing censurerà i contenuti incriminati di terrorismo, mentre Google ha fatto in modo che quando una ricerca sospetta viene eseguita, saranno mostrati risultati di ricerca che riguardano l’anti terrorismo, allo scopo di far cessare il reclutamento tramite internet.
Anche Microsoft segue le tracce di Big G, infatti sta modificando gli algoritmi di Bing in modo che trovi in maniera automatica contenuti di tipo terroristico, allo scopo di scoraggiare lo stesso.

Project Ara uscirà nel 2017, ci sono già i prototipi

Le novità sembrano non finire mai al Google I/O, infatti è stato presentato un prototipo di uno smartphone facente parte del Project Ara.
Questo progetto riguarda lo sviluppo di smartphone modulari, ovvero che sul retro sono composti da alcuni tasselli che costituiscono la batteria, la fotocamera eccetera, e questo significa che si può eseguire un upgrade del telefono senza la necessità di acquistarne uno nuovo, ma basta comprare tasselli nuovi e sostituirli.

Questo progetto potrebbe rivoluzionare il mercato degli smartphone, ma il suo sviluppo è molto arduo, infatti è in corso da molto tempo, e la data di uscita è solamente approssimata al 2017.

Ovviamente il dispositivo non sarà totalmente configurabile, ma parti come RAM, SoC, Memoria interna non intercambiabili, ed il display sarà di 5.3 pollici, questo per motivi di funzionalità, infatti cambiare quelle componenti potrebbe compromettere il dispositivo.

Google sta lavorando molto sodo per fornire a questi smartphone dei processori performanti, ed è in partnership con Marvell, Nvidia e anche Toshiba, che produce i chip di dimensioni più piccole.
Tuttavia la limitazione di non poter sostituire le parti hardware fondamentali (SoC, RAM, CPU…) rappresenta un grande passo indietro, anche perché si tratta proprio delle componenti che tendono più a divenire obsolete.

Google vuole computer più “umani”, arriva il machine learning

Si sa, quando si parla di intelligenza artificiale, Google è in prima linea, infatti studia questo tipo di tecnologia da parecchio tempo e ha fatto (e tuttora fa) passi da gigante in campo.
Ma la casa di Mountain View non si accontenta, vuole scoprire se i computer possono essere creativi, ovvero se possono elaborare “qualcosa” che sia frutto di fantasia.

Questo “qualcosa” Google vuole che sia arte e musica (un obbiettivo veramente sopraffino ed intellettuale), quindi, riuscirà mai un computer a realizzare un disegno elaborando altre immagini? Oppure a comporre una canzone orecchiabile?

Le risposte ci verranno date da Magenta, un gruppo di Google.
C’è qualcosa che ci può aiutare nello sviluppo di tale tecnologia, ovvero il machine learning, che è l’abilità di una macchina di elaborare oggetti creati da umani e crearne nuovi in base a cosa ha analizzato.

Il gruppo Magenta utilizzerà TensorFlow, un algoritmo appunto di machine learning creato da Google che è aperto a tutti, ma la vera miniera d’oro di Google è la sua mole di dati, infatti l’azienda ha miliardi di informazioni dalla quale una macchina può apprendere.
Queste intelligenze artificiali avanzate funzioneranno grazie alle TPU, dei chip estremamente potenti che sono già utilizzati per servizi di grosso calibro, come Street View di Google Maps.

Apple saluta le password, soltanto impronte digitali

È questa la strada che Apple vuole intraprendere, o meglio, su cui si vuole focalizzare, in quanto da parecchio tempo la casa di Cupertino sviluppa sistemi per il riconoscimento delle impronte digitali, e per molti suoi servizi quest’ultime possono essere utilizzate per l’autenticazione.

Tuttavia le tradizionali password presentano effettivamente molteplici vulnerabilità, che possono essere dovute alla pigrizia degli utenti (che scelgono password deboli, ma facili da ricordare) o dagli strumenti utilizzati dai criminali informatici.
Apple non limita la propria tecnologia allo sblocco dei dispositivi, anzi ne allarga l’efficacia, applicandola anche alle micro transazioni, ai grandi acquisti, ed in programma c’è anche di progettare un sistema che permetta di sbloccare il proprio Mac utilizzando l’iPhone.

Ovviamente non solo la mela morsicata ha adottato una soluzione come questa, infatti Microsoft ha introdotto Hello, che permette (ai dispositivi che hanno queste funzionalità) di autenticarsi a diversi servizi utilizzando le impronte digitali, ma anche il riconoscimento dell’iride, fotocamera permettendo.

Varie aziende stanno sperimentando i più svariati metodi per l’accesso ai propri servizi – forse non si sta esagerando? – come ad esempio MasterCard che PaySelfie, che permette di effettuare transazioni semplicemente con un selfie, o ancora l’app Hands Free di Google, che utilizza il riconoscimento vocale per verificare la propria identità.

OpenStreetMap, mappe libere per tutti

Quello di OpenStreetMap è un ambizioso progetto nato nel lontano 2004, ma che sta avendo un largo incremento della propria community negli ultimi tempi.
Si tratta di un sistema di mappe che sarà gratuito e disponibile a chiunque per qualsiasi scopo, sia alle università, ai comuni ma anche per uso personale, ed è ambizioso, perché ha intenzione di sfidare Google e Apple.

OpenStreetMap si impegna molto anche a creare mappe dettagliate per zone di paesi poveri o che hanno subito catastrofi naturali, il che si è già rivelato di grande utilità ai soccorritori, che hanno usufruito di questo servizio per appunto per soccorrere gli sfollati.

SI tratta di un progetto fortemente legato a Wikipedia (anch’essa libera e aperta a tutti i contributori e non), che nel 2009 (5 anni dopo l’inizio) contava 100mila utenti, e dopo tanti anni è arrivato all’incredibile cifra di 3 milioni di contributori, ed i dati archiviati nei loro server sono altrettanto stupefacenti, ovvero 48 GB.

La cifra al giorno d’oggi potrebbe non stupire, ma bisogna tener conto che si tratta di poco meno di 50 GB di mappe, che in genere occupano poco spazio.
Anche l’Italia si fa sentire in questo progetto, e nasce OpenStreetMap Italia, che si occupa di creare mappe per i piccoli comuni italiani che spesso non vengono segnalati nelle mappe tradizionali.

Apple ed il riciclo, un business che vale oro

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Riciclare è farsi del bene, sostanzialmente. Significa risparmiare sui materiali, significa fare del bene all’ambiente. Apple vuole mettersi in prima fila nel contesto del riciclo, e per questo l’azienda di Cupertino ha pubblicato un dossier nel quale spiega il suo concetto di “responsabilità ambientale”, sostenendo come la politica del riciclo dei componenti elettronici le abbia procurato un grande risparmio nel tempo.

L’azienda di Steve Jobs ha recuperato almeno 61 milioni di libbre di materiale dai vecchi smartphone e device, dei quali almeno una tonnellata d’oro. Facendo un calcolo, Apple ha determinato di aver risparmiato 40 milioni di dollari per l’oro (interamente riciclato), almeno 6,4 milioni di dollari di risparmio in rame, 3,2 invece per l’alluminio. Ma non finisce qui: il risparmio della Apple riguarda anche quello dell’argento, salvato per 1,6 milioni di dollari, ed anche di piombo, di nichel e zinco.

Solamente nell’anno 2015 la Apple ha raccolto qualcosa come 90 milioni di libbre di materiali misti, si calcola che sia il 70% del peso dei prodotti venduti qualche anno fa.

Il risparmio di Apple ha una doppia valenza. Innanzitutto è un simbolo di come per un’azienda possa essere fondamentale risparmiare attraverso una gestione accurata ed accorta. In secondo luogo dimostra che riciclare non è un bene solamente per l’ambiente che ci circonda, ma che può comportare degli sviluppi molto interessanti anche dal punto di vista economico per l’azienda che decide di risparmiare. In terzo luogo, infine, riciclare i componenti elettronici aiuta anche l’ambiente.

Apple ha inventato anche un robot, Liam, che è in grado di occuparsi dello smontaggio degli iPhone per smontarli nelle singole componenti e facilitare il riciclo.

L’obbiettivo di Apple è raggiungere una gestione della propria azienda il più possibilmente ad “impatto zero”, e quindi limitare al massimo l’inquinamento che lo smaltimento dei componenti elettronici comporta. Il 93% degli impianti Apple funziona con energia rinnovabile, molte delle aziende della mela funzionano al 100% per mezzo di energia pulita (solare, eolica…) e come se non bastasse adesso l’azienda ha annunciato che le confezioni dei prodotti saranno al 99% con carta riciclata o di foreste soggette a rinnovamento. Insomma, la febbre della sostenibilità ambientale e del riciclo sta coinvolgendo in maniera sempre più intensa questa famosa multinazionale, ma come è possibile vedere dai risultati, il riciclo paga.

Liam è l’iniziativa concreta che dimostra come il tema della sostenibilità ambientale sia sempre più importante per molte aziende del settore tecnologico.

Google, Intelligenza Artificiale avanzata come non mai

L’intelligenza artificiale (anche abbreviata AI) è una tecnologia che permette ai computer di effettuare interazioni con gli utenti, anche in tempo reale.
Google sta facendo passi da gigante in questo campo, e ritiene che il touch screen non sarà più la parte clou degli smartphone, ma saranno i comandi vocali, come in effetti assistenti come Siri e Cortana stanno confermando.

“L’assistente conversa con voi, è un dialogo a due voci tra voi e Google, capisce il mondo che vi circonda e vi aiuta a fare ciò che vi serve. Semplifica l’acquisto dei biglietti per il cinema mentre siete per strada, trova il ristorante ideale per uno spuntino al volo con la vostra famiglia prima che inizi lo spettacolo e vi aiuta nella navigazione fino al cinema. È un Google tutto per voi”, si tratta del discorso tenutosi al Google I/O di ieri.

Google sta pensando (ed ha già anche attuato) nuovi sistemi che permettano al dispositivo di adattarsi a noi, e non il contrario, tutto questo verrà fatto sfruttando l’intelligenza artificiale.
Alla conferenza ieri si è parlato di Google Home, che sarà un assistente per la casa, e permetterà di interagire con i dispositivi presenti in casa, probabilmente soltanto con la voce.

Le novità del Google I/O 2016

Ieri si è tenuta la prima giornata della conferenza tenuta dal colosso di Mountain View, ed i primi due annunci sono state novità che nessuna aveva previsto, proprio perché Google ha prestato attenzione a non lasciar scappare notizie.
Il primo annuncio è Duo, un applicazione di videochiamate progettata specialmente per pigri, infatti capita spesso di non voler rispondere ad una videochiamata per pigrizia, e Duo pone una soluzione, ovvero, quando qualcuno ti chiama, la videochiamata inizia senza chiedere nessun eventuale rifiuto.

Dopodiché è stato presentato Allo, un’altra applicazione, ma questa volta si tratta di messaggistica istantanea, che sarà molto personalizzabile dall’utente.
Per il momento le caratteristiche rivelate sono una quasi completa formattazione del testo, la possibilità di applicare scarabocchi veloci alle immagini inviate e l’integrazione di Google Assistant, che andrà a sostituire Google Now.

Android N invece era una notizia che tutti già aspettavano, ma che verrà resa disponibile d’estate, mentre gli sviluppatori hanno potuto usufruirne sin dal 9 Marzo.
Le principali novità introdotte sono la possibilità di utilizzare due app in un singolo momento, miglioramento notevole del risparmio dati in background e della luminosità notturna e la possibilità di visualizzare le notifiche senza aprire l’applicazione, ma ulteriori aggiornamento sono in arrivo.